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Il celebre sbarco dei primi uomini sulla Luna avvenne grazie alle particolarità
del modulo lunare. Questo era composto da due parti. Mentre la prima rimaneva in
orbita attorno alla Luna, il modulo di comando scendeva al
suolo con gli astronauti. Questi, protetti dalle tute che permettevano loro di
respirare, hanno potuto compiere la prima passeggiata sul suolo del nostro
satellite, vincendo il problema dell'assenza di gravità che permette di
compiere notevoli balzi. Del resto le reazioni degli astronauti in assenza di
gravità erano già state studiate e sperimentate sia in laboratorio sia con
delle passeggiate spaziali.
Successivamente, durante altre missioni Apollo, sono
stati impiegati anche dei veicoli lunari a motore.
Al termine della missione sulla Luna, il modulo di comando era in grado di ripartire e
riagganciarsi con il modulo lunare orbitante. A questo punto non restava che il
ritorno sulla Terra. L'impresa non era certo cosa di poco conto. L'atterraggio
era uno dei problemi più importanti: le capsule, ritornando dallo spazio, erano
sottoposte a un'accelerazione enorme e l'attrito con l'atmosfera sviluppava un calore
incredibile. Il rallentamento, tuttavia, era già stato studiato dagli americani
già con il programma Gemini e avveniva con l'ausilio di paracadute,
alettoni e ammaraggio.
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