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John Fitzgerald Kennedy (1917 - 1963) uomo politico statunitense, appartenente a
una delle più influenti e ricche famiglie americane. Laureato in economia
politica nel 1940, entrò in marina durante la seconda guerra mondiale e, al
termine del conflitto, iniziò la sua carriera politica militando nel partito
democratico. Nel 1946 fu eletto deputato e nel 1952 divenne senatore.
Nel 1960 J.
F. Kennedy annunciò la sua candidatura alla Presidenza degli Stati Uniti,
impostando la campagna elettorale in senso riformista e progressista e
guadagnandosi le simpatie anche da parte della popolazione di colore.
La sua elezione avvenne con una esigua maggioranza sull'avversario repubblicano
R. Nixon, in un momento di forti contrasti nella società americana.
Sul piano della politica estera, durante il suo mandato, Kennedy cercò di
avviare un processo di distensione e di dialogo con l'Unione Sovietica che però
non ebbe un grande successo. Non riuscì a impedire che venisse eretto il muro
di Berlino, mentre rispetto al problema di Cuba e di Castro fu l'iniziatore dell'embargo
verso questo paese che nel 1962 dovette smantellare la basi militari sovietiche.
Intanto la politica di dialogo con l'URSS di Chruscëv basata su un rapporto di forza portò
gli Stati Uniti a inviare truppe in Tailandia e in Vietnam del Sud per cercare
di contenere possibili rivoluzioni comuniste. Questa politica porterà di lì a
poco alla famigerata guerra del Vietnam.
La politica interna di Kennedy, invece, portò al superamento della recessione
economica, ma non risolse una serie di problemi sociali e razziali che al
contrario si acutizzarono. Mentre stava per essere votata una legge che
garantiva ai cittadini di colore una serie di diritti elettorali e scolastici,
nel 1963, Kennedy fu assassinato a Dallas in una attentato avvenuto in
circostanze ancora oggi mai completamente chiarite.
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J. F. Kennedy
Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti
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