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Benito Mussolini (1883 - 1945) uomo politico italiano, nato a Predappio (Forlì).
Seguendo le inclinazioni del padre, di professione fabbro con forti simpatie
socialiste, fin da giovane frequentò il circolo del partito socialista,
affiancando la sua attività di maestro, - si era diplomato nel 1901 - con quella
di giornalista.
Nel 1902 fuggì in Svizzera per evitare il servizio militare, e venne perciò condannato per diserzione.
Nel 1904 fu espulso per le sue agitazioni politiche dalla confederazione svizzera,
rientrò così in Italia grazie a un'amnistia, ma fu costretto ad assolvere gli obblighi di leva nei bersaglieri.
Tornato alla sua
professione di maestro e giornalista, col tempo divenne leader della corrente
rivoluzionaria del partito socialista e, nel 1912, diventò direttore del giornale socialista
Avanti!.
La rottura con i socialisti avvenne nel 1914, quando
improvvisamente Mussolini abbandonò la posizione antimilitarista e contraria
all'intervento bellico italiano del tutto in linea col partito. Espulso dal PSI,
fondò il giornale "Il Popolo d'Italia", di stampo interventista e, nel 1919, diede vita a Milano al movimento dei fasci da combattimento, la prima
organizzazione che sfocerà poi nel movimento fascista.
Nello stesso anno si
presentò alle elezioni, ma senza successo. I suoi programmi mescolavano posizioni
nazionalistiche con tematiche rivoluzionarie.
Intanto, l'organizzazione squadristica del
movimento fascista che aveva avviato si presentò ben presto come un apparato paramilitare e armato che, con la
complicità di esercito e polizia, reprimeva le rivendicazioni democratiche e
sindacali delle organizzazioni dei lavoratori e operava con il consenso
dell'alta borghesia capitalistica italiana.
In un clima di fortissimi
contrasti sociali, nel 1921, Mussolini riuscì a trasformare i suoi fasci da combattimento
in Partito Nazionale Fascista. L'anno seguente organizzò la marcia su Roma,
l'imponente manifestazione dei fasci di tutta Italia radunati per prendere il
potere con un atto rivoluzionario. Con il consenso del re Vittorio Emanuele III
e dell'esercito che invece di fermare l'avanzata dei fasci li lasciò procedere
senza che un solo colpo di fucile venisse sparato, il colpo di Stato era compiuto.
Mussolini venne nominato presidente del
consiglio e le sue squadre si integrarono con lo Stato e si istituzionalizzarono
con la creazione di una Milizia volontaria per la sicurezza.
In breve la predominanza dei fascisti in parlamento divenne sempre più netta,
soprattutto dopo una riforma elettorale in senso maggioritario. Intanto le
tensioni sociali nel paese erano sempre più aspre. Le squadre fasciste
reprimevano tutti i movimenti operai e gli avversari politici con metodi
violenti. Le elezioni del 1924, i cui risultati premiavano Mussolini, si svolsero
in questo clima e dopo che il deputato G. Matteotti ne denunciò le
irregolarità e le violenze fu assassinato. Di fatto Mussolini, liquidando
sbrigativamente la questione dell'omicidio, se ne assunse la responsabilità. La
svolta irreversibile della dittatura era compiuta. Tra il 1925 e il 1926
attraverso una
serie di leggi culminate nella soppressione dei partiti politici l'Italia
passava da uno Stato liberale a un regime totalitario. L'appoggio a Mussolini,
dopo il non intervento del re e dell'esercito, arrivava anche dal
capitalismo italiano che vedeva nel fascismo la repressione delle rivendicazioni
operaie e, nel 1929, con i patti lateranensi anche l'appoggio della Chiesa era
garantito.
Nel 1935 la politica estera di Mussolini cominciò a rivelare le prime
mire espansionistiche: l'aggressione dell'Etiopia, la conseguente rottura con
l'Inghilterra e l'Europa e l'avvicinamento alla Germania di Hitler. Infine
l'intervento armato a fianco della Germania a favore del fascismo nella
questione spagnola dove era scoppiata una guerra civile (1936-39).
Mentre la retorica espansionistica del regime trovava in Roma antica il modello da
imitare, veniva stretto il Patto d'acciaio, con la Germania che implicava
l'adozione delle leggi antisemite e antirazziali. Quando Hitler
invase e si
annesse Austria e Cecoslovacchia, Mussolini accettò la situazione in cambio di
un controllo di Mediterraneo e Balcani e si affrettò ad occupare l'Albania
mentre il patto d'acciaio si allargava includendo il Giappone. Scoppiava così
la seconda guerra mondiale.
Con lo sbarco degli anglo-americani in Sicilia nel 1943 il fascismo cominciava a
crollare. L'Italia meridionale veniva liberata mentre al nord rimaneva un regime
controllato dalle truppe tedesche che ne avevano occupato i territori. Mussolini
venne destituito dal re e fu poi arrestato. Salvato da un'operazione militare
tedesca fu messo a capo della cosiddetta Repubblica di Salò, nell'Italia del
nord, di fatto sottoposta al controllo delle truppe di occupazione naziste.
Intanto, in un clima di disfatta e di tentativi di riscossa, le lotte di potere
tra i gerarchi fascisti raggiunsero l'apice, mentre il ruolo di Mussolini era
sempre più debole. A Verona le vendette tra gerarchi culminavano con la
fucilazione di antichi collaboratori tra cui Ciano, genero di Mussolini.
Mentre
gli alleati si avvicinavano Mussolini tentò la fuga verso la Svizzera ma fu
catturato da alcuni partigiani che lo fucilarono pubblicamente. Successivamente
il suo corpo fu impiccato a Milano ed esposto pubblicamente in piazza Loreto.
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