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Mao Tse-tung (1893-1976) rivoluzionario, statista e uomo politico cinese.
Figlio di un piccolo proprietario terriero, dopo avere interrotto gli studi per
una breve militanza nell'esercito repubblicano, riuscì a diplomarsi.
Trasferitosi a Pechino, mentre lavorava nella biblioteca dell'università
conobbe il marxismo e si avvicinò alle idee progressiste. Tornato nei luoghi
natali, lo Hunan, continuò ad approfondire le sue idee e, nel 1921, fu tra i
fondatori del Partito Comunista Cinese. Entrato prima come dirigente locale
dell'Hunan, nel 1923 passò nel gruppo di dirigenza nazionale.
Fattosi portavoce del malcontento dei contadini ne organizzò i primi movimenti e, nel 1928, in seguito alle
repressioni delle rivendicazioni contadine da parte del governo, si ritirò sui monti di Chingkan, dove cominciò a organizzare i contadini in bande armate,
in operazioni di guerriglia. Così, controllando porzioni di territori sempre più ampi,
proclamò una "repubblica sovietica cinese".
In seguito a questi
eventi la sua popolarità crebbe sempre maggiormente e, nel 1931, fu eletto
presidente del partito comunista controllato però da un gruppo di dirigenti che
dipendevano dall'URSS e che non vedevano di buon grado il suo fervore contadino
che appariva loro poco ortodosso rispetto alle idee marxiste.
Nel 1934 arrivò l'offensiva di Chiang Kai-shek e il partito nazionalista e
anticomunista costringeva Mao e la sua armata alla "lunga marcia" verso il
nord ovest del paese sino nello Shensi.
In questo periodo di guerra civile Mao
assunse il totale controllo del partito e, nel 1937, ci fu una tregua con Chiang Kai-shek
dovuta alla guerra che nel frattempo era scoppiata con il Giappone.
La guerra civile cinese riprese nel 1945 e, grazie alla sua politica filo-contadina, Mao riuscì in pochi
anni a controllare l'intera Cina proclamando nel 1949 la Repubblica Popolare
Cinese di cui divenne il primo presidente.
Mentre Mao stringeva patti di
collaborazione con Stalin e il governo di Mosca, avviava una riforma agraria
creando piccole proprietà contadine e, successivamente, cooperative agricole.
Più tardi, grazie gli appoggi sovietici, prendeva il via anche la fase
dell'industrializzazione cinese.
Dopo la morte di Stalin i rapporti con l'URSS si incrinarono e la rottura si
manifestò in tutta la sua asprezza quando Mao, contro il parere di Chruscëv e
dei revisionisti sovietici, attaccò le isole di Formosa (1958).
Intanto, sul fronte interno la popolarità di Mao cominciava a vacillare e, nel
1959, benché rimanesse alla guida del partito non venne rieletto presidente
della Cina.
Nel 1965-66, per riconquistare popolarità, Mao riuscì a mobilitare contro gli
avversari interni il movimento degli studenti, guidando la celebre cosiddetta
"rivoluzione culturale" contro tutte le burocrazie che il comunismo
aveva generato. Il movimento e la figura di Mao ebbero una tale forza da uscire
dai confini del paese e diffondersi anche in occidente e nei paesi africani
portando a una spaccatura nel movimento comunista mondiale, diviso tra
filosovietici e filocinesi.
Mao riuscì così ad eliminare dalla vita politica e dal partito il suo
avversario politico Liu Shao-chi (1967) e, con l'aiuto di Lin Piao, ministro
della difesa, utilizzò poi l'esercito per frenare il processo rivoluzionario
innescato. Nel 1969 Mao, la cui fama sembrava ormai inarrestabile, ottenne i poteri
assoluti sul paese e cominciò ad avviare una politica ostile a Lin Piao e ai
nuovi avversari legati all'esercito che volevano sfidare l'URSS anche sul piano
militare. Scomparso dalla scena politica Lin Piao, nel 1971, Mao si
cominciò una politica più moderata, avvicinandosi agli Stati Uniti e
all'occidente ed entrando anche a far parte dell'ONU, per guadagnare alleati in
funzione antisovietica.
Nel 1973 il processo di rivoluzione culturale iniziato arrivò a ripudiare
persino il pensiero di Confucio, mentre nel 1975 veniva varata una nuova
Costituzione basata sul pensiero di Mao che, l'anno seguente morì.
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