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100 domande
sull'universo |
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Einstein |
Il principio della
relatività classica di Galileo e Newton, per cui il moto di un grave non è assoluto, ma dipende dal sistema di riferimento che si assume, è stato ripreso e ampliato da Einstein. Lo scienziato tedesco (1879-1955) ha esteso questo concetto non solo alla meccanica, ma a tutti i fenomeni fisici, ottici e elettromagnetici. Per Einstein la propagazione della luce nel vuoto avviene a velocità costante, indipendentemente dal fatto che la fonte luminosa, o l'osservatore, siano fermi o in movimento. Da ciò consegue che sia lo spazio che il tempo sono due concetti relativi, in altre parole, non si possono considerare indipendentemente dal moto di un corpo. Due eventi che avvengono contemporaneamente all'interno di un sistema di riferimento, per esempio, possono non esserlo rispetto a un altro sistema di riferimento. O ancora, il tempo, in un sistema di riferimento fermo, passa più velocemente che in un sistema di riferimento in moto. Le conseguenze della relatività einsteniana sono difficili da comprendere: se un'astronauta viaggiasse alla velocità della luce per un breve periodo, per esempio, quando tornerebbe sulla Terra per lui sarebbero passati pochi istanti, mentre sulla Terra sarebbero passati molti anni. L'universo di Newton basato sulla geometria di Euclide e sui concetti assoluti di spazio e tempo, si trasforma in un universo differente: ogni evento non avviene più nello spazio in un preciso momento, come siamo portati a immaginare, ma in uno spazio-tempo relativo, dove la costante è la velocità della luce. |
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Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti - Opera tratta dal cd-rom Conoscere l'universo, Linguaggio Globale, (C) 1997.
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