100 domande sull'universo 
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Cosa pensavano i Greci?

Reperto vascolare greco

Nella Teogonia, Esiodo raccontava la formazione del cosmo ad opera delle divinità Urano e Gea, identificati con Cielo e Terra, dai quali nacquero tutte le altre divinità. Ma la cultura greca, oltre alla mitologia, ha prodotto anche una scienza della natura e del cosmo, che contiene spesso risultati ed affermazioni estremamente moderni. Più che le singole osservazioni astronomiche sono importanti le teorie generali sull'origine e il cambiamento di tutte le cose. Il filosofo greco Talete (V secolo a.C.), celebre ai suoi tempi per aver predetto un'eclissi di Sole basandosi probabilmente su un calendario babilonese, aveva individuato un elemento principale che era all'origine del cosmo: l'acqua. Più o meno nello stesso periodo, Anassimandro riteneva che l'origine del cosmo fosse avvenuta per differenziazione degli elementi dall'infinito - l'àpeiron -, una sorta di caos primordiale da cui, senza nessun intervento divino, era nato il mondo. Anassimandro credeva nella sfericità della Terra, immaginata come un cilindro attorno al quale ruotano i pianeti. Anassimene, invece, aveva trovato il principio di tutte le cose nell'aria che, per rarefazione e condensamento, originava tutti gli altri elementi: fuoco, terra, acqua. Per Democrito il mondo era composto di atomi che, a seconda di come si combinavano, spiegavano la genesi di ogni cosa. 
E' Aristotele a elaborare una sintesi del sapere greco. Per quanto riguarda l'astronomia egli riteneva che l'universo fosse formato da 5 elementi: acqua, terra, aria, fuoco, sul nostro pianeta, mentre i cieli e gli astri erano formati da una quinta essenza incorruttibile. Per Aristotele la Terra è piatta, si trova al centro del cosmo e i pianeti le girano intorno.

Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti -   Opera tratta dal cd-rom Conoscere l'universo, Linguaggio Globale, (C) 1997.