100 domande sul pianeta Terra 
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Quali forze spingono i continenti 
a muoversi?

Le correnti convettive
Fu lo scienziato inglese Arthur Holmes ad ipotizzare, nel 1928, la moderna spiegazione dello spostamento dei continenti, delle placche e degli oceani. La sua teoria presupponeva che le rocce semifluide che costituiscono l'astenosfera - il mantello interno della Terra - fossero continuamente rimescolate da correnti convettive del tutto analoghe a quelle che si originano portando a ebollizione una pentola d'acqua. L'acqua che si trova a contatto con il fondo della pentola, scaldandosi, si dilata e diviene più leggera dell'acqua che le sta sopra. Per il principio di Archimede, la parte di acqua più calda e leggera tende a risalire a spese della parte più pesante e fredda, dando così origine a una corrente convettiva ascendente. Lo spazio lasciato libero dall'acqua che risale, a sua volta, viene occupato dall'acqua più fredda e pesante che scende lungo le pareti della pentola, determinando una corrente convettiva discendente.
Il motore che provoca la deriva dei continenti è del tutto simile. Le rocce che si trovano alla base del mantello sono a contatto con il nucleo, che raggiunge temperature di oltre 4.000° C, e vengono perciò riscaldate notevolmente rispetto alle rocce che si trovano nella parte esterna. In questo modo si innescato il meccanismo delle cosiddette celle di convezione termica: quando una corrente convettiva ascendente arriva alla superficie terrestre, porta con sé materiale caldo e leggero, il magma. Una volta divenuto freddo e pesante questo materiale dovrà necessariamente affondare nuovamente nel mantello. Questo continuo rimescolamento endogeno, in superficie determina il progressivo spostamento delle zolle, che con il passere del tempo ha modificato completamente la forma e la struttura esterna del nostro pianeta.

Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti -   Opera tratta dal cd-rom Conoscere il pianeta Terra, Linguaggio Globale, (C) 1998.