STORIA ED EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA - di Antonio Zoppetti

APOCALITTICI E INTEGRATI

 
LA SUPREMAZIA DEL VIDEO SULLA CULTURA DELLA SCUOLA

Anche se da un lato non si sono pubblicati mai tanti libri come oggi, dall'altro molte persone non leggono e di fatto preferiscono la televisione. Questa mentalità dipende dal fatto che i messaggi vengono considerati come qualcosa di indipendente dai media, per cui ognuno è libero di scegliere il mezzo a lui più consono e ricevere per esempio le notizie dal telegiornale invece che leggerle su un quotidiano. In realtà non è così semplice, i messaggi che veicolano questi due media sono differenti.

Il cattivo uso della televisione
Alcune indagini americane che risalgono agli anni '80 hanno evidenziato il calare dell'alfabetizzazione dovuto al fatto che i giovani leggono sempre meno e si formano sempre più attraverso la televisione. Ciò avrebbe portato alla supremazia della cultura del video su quella del libro e della scuola. Davanti al televisore lo spettatore rimane passivo, la vigilanza critica è bassa. Questo avrebbe determinato un vero e proprio gap generazionale tra la cultura dell'immagine e quella del libro. Le statistiche mostrano che i bambini assorbono in media 5 ore di televisione al giorno. Un giovane tra i 5 e i 18 anni, complessivamente, subisce un numero di ore televisive superiore a quelle della scuola: 15.000 contro 11.500. La televisione è usata come baby sitter, crea una sorta di trance mentale, perché produce immagini già fatte e non permette di creare proprie rappresentazioni, al contrario del linguaggio scritto in cui, attraverso la lettura, si sintetizza creando immagini.

Se è vero che con la televisione e i videogiochi al computer i bambini di oggi hanno imparato ad apprendere informazioni con una velocità superiore rispetto alla generazione pre-televisiva, è anche vero che queste informazioni sono assimilate in modo emotivo più che razionale, non sono profonde, sono introiettate senza il tempo necessario per riflettere criticamente, senza la possibilità di tornare indietro, di soffermarsi, di rileggere. 
Queste critiche rivolte indistintamente anche contro i prodotti multimediali e i computer partono tutte da una confusione tra il medium, uno strumento che in sé non è né buono né cattivo, e l'uso tragico che ne è derivato. 


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