STORIA ED EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA - di Antonio Zoppetti

VERSO UN LINGUAGGIO GLOBALE

 
IL COMPUTER E IL NUOVO LINGUAGGIO

Swift, nei Viaggi di Gulliver, partendo dal presupposto che le parole sono dei suoni che stanno al posto delle cose, narra di un luogo dove gli uomini invece di parlare indicavano direttamente gli oggetti. 
E così attraverso Gulliver, in visita presso la Grande Accademia di Lagado, ci racconta di questi personaggi che giravano schiacciati sotto il peso di enormi sacchi che racchiudevano tutta la loro conoscenza. "Incontrandosi per la strada, deponevano a terra il carico, aprivano il sacco, ne estraevano questa e quella cosa, e conversavano così per un'ora. Poi rificcavano gli oggetti nel sacco, si aiutavano scambievolmente a sollevare sulle spalle il fardello e prendevano commiato l'uno dall'altro". (Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, Edizione L'Unità, 1993, vol II, p. 184). 

La scena descritta è molto gustosa, ma il linguaggio è qualcosa di ben più complesso di un insieme di nomi per le cose. 
Se gli uomini di Lagado avessero posseduto dei computer multimediali, magari collegati in rete, anche volendo permanere nel loro stato di mutismo, avrebbero per lo meno potuto risparmiarsi il pesante fardello, con il vantaggio non solo di poter mostrare oggetti più immateriali, come una musica o una sequenza di un film, ma anche mondi possibili e oggetti inventati che avrebbero potuto creare e condividere. 

Le possibilità comunicative del computer, come abbiamo visto, almeno potenzialmente sono totali, permettono di gestire contemporaneamente parole scritte, immagini, suoni, musiche animazioni e video. Potenzialmente siamo di fronte a una straordinaria rivoluzione. Se è vero che il medium è il messaggio, per citare una delle più citate massime di Mc Luhan, non è arrivata l'ora di tentare un nuovo linguaggio ipermediale che fonda e mescoli in un modo nuovo tutte le componenti che un tempo viaggiavano su supporti differenti? Non è giunta l'era di fondere due tradizioni opposte e da sempre in conflitto: la scrittura e l'audiovisivo, il libro e la televisione?


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