STORIA ED EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA - di Antonio Zoppetti

INTERATTIVITA'

Lara Croft, protagonista del celeberrimo gioco Tomb Raider 

A proposito di programmi e computer limitiamoci a constatare che all'interno di una struttura ipertestuale o di una ricostruzione di un ambiente virtuale, sarebbe più appropriato parlare semplicemente di attività, manipolabilità, libertà di consultazione non sequenziale. In fondo il contrario di passivo è attivo, e non "interattivo". 

Non è il muoversi in un ambiente virtuale o il suonare la tastiera di un pianoforte virtuale a determinare l'interattività di un prodotto, esattamente come queste cose, nel mondo reale, sono delle azioni e non delle interazioni. Altrimenti cosa c'è di più interattivo della mia libreria? Mi avvicino ad essa e allungando la mano posso scegliere tra una buona quantità di libri, lasciandomi guidare dalle esigenze del momento. Nessuno può prevedere quale libro prenderò, spesso nemmeno io lo so prima di averlo preso. 
Ma l'interazione dov'è? 
Definire dunque l'interazione come semplice scelta all'interno di diverse opzioni disponibili è secondo noi riduttivo e molto difficile da sostenere razionalmente. 

L'interazione si ha invece quando c'è un dialogo tra due interlocutori-partecipanti. Se l'interlocutore è una macchina, per parlare di interattività bisogna che il sistema, nel fornire le sue risposte, sia in grado di imparare, di aumentare il suo contenuto informativo e rispondere con dei feedback adeguati e che tengano conto della risposta precedente. Per parlare di interattività bisogna che ci sia uno scambio bidirezionale di informazioni e comandi un AUMENTO di informazione ad ogni intervento da parte degli interlocutori. Inoltre bisogna che ci sia sempre un fascio di possibilità di risposte possibili, in modo che i risultati dell'interazione non siano mai prevedibili a priori. 

Questo è possibile farlo con una macchina soltanto se, come appunto nel caso di un gioco, si restringono a un numero limitato le regole dell'interazione: in un gioco come gli scacchi le regole sono tutto sommato poche e semplici. Il giocatore deve stare e operare all'interno di queste regole, non può violarle. Dunque l'interazione con una macchina è possibile perché il dialogo e la partecipazione sono programmabili all'interno di questi confini. 

Riassumendo: 

- l'interazione non si può definire tout court come la possibilità di scegliere tra diverse opzioni fornite. 

- La vera interazione si ha tra individui, attraverso un computer, si pensi alle chat, ai forum, ai giochi in rete, ai sistemi di partecipazione a sondaggio o votazione...

- Altrimenti si possono concepire e programmare dei sistemi che simulino l'interazione uomo-macchina o attraverso la previsione di tutte le strade che l'utente può percorrere, o attraverso delle regole che limitino e restringano a poche tipologie di azioni le mosse consentite. Oltre all'esempio del videogioco possiamo fare quello del portale internet personalizzato, dove l'utente può scegliere una certa interfaccia, un certo numero di servizi e di opzioni, di argomenti favoriti, dove ognuno è profilato e riceve un'erogazione personalizzata dei servizi e dei contenuti.


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