STORIA ED EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA - di Antonio Zoppetti

DALL'IPERTESTO ALL'IPERMEDIA

 
CINEMA, TV e NEW MEDIA 

Per lungo tempo i mezzi multimediali per eccellenza sono stati considerati il cinema e la televisione, con la conseguenza che "multimediale" è diventato un po' il sinonimo di "audiovisivo". Questa impostazione ha finito per trascurare il ruolo e l'importanza del testo e della parola scritta, che in televisione non trova uno spazio adeguato all'audio e al video. Da questo punto di vista, quando si parla dell'impero multimediale dei padroni dell'informazione non si perde di vista il fatto che la scrittura, e quindi i libri, i giornali, le riviste hanno un ruolo importante che non deve essere trascurato, se la nostra idea di multimedialità intende utilizzare tutti i media e non solo alcuni.
 
La novità a cui siamo di fronte oggi è che, attraverso il computer, per la prima volta abbiamo la possibilità di gestire contemporaneamente tutti i media su un unico supporto: testi, suoni, immagini ferme e in movimento. Il problema è che questa compresenza, attualmente, non offre a ciascun medium pari dignità e qualità.

Al cinema il testo lo possiamo trovare soltanto nei titoli di coda e nei sottotitoli delle pellicole in lingua originale, se non stiamo vedendo in una cineteca una delle prime pellicole mute di Stanlio e Ollio, Buster Keaton o Charlie Chaplin, quando i riquadri con i dialoghi irrompevano sullo schermo.

Al televisore oltre a queste cose abbiamo anche la possibilità di sfogliare il televideo, ma la gestione di informazioni testuali in TV è di gran lunga inferiore rispetto a quella possibile attraverso un computer. Nel momento in cui tutti media si possono digitalizzare con la logica binaria del computer, ci troviamo tra le mani un supporto su cui far confluire contemporaneamente messaggi testuali e audiovisivi. Dobbiamo cercare di inventare un nuovo linguaggio capace di utilizzare queste componenti nel modo più efficacie.

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