STORIA ED EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA - di Antonio Zoppetti

TESTO E IPERTESTO

 
IPERTESTO: un'esigenza pre-elettronica

Abbiamo già osservato come l'ipertesto sia un'esigenza nata prima dell'era elettronica, teorizzato da Vannervar Bush nel 1945. 

E abbiamo anche spiegato che cos'è un ipertesto ricorrendo a un esempio di un libro cartaceo.

Spesso, in modo superficiale, il concetto di ipertesto viene esaltato come l'esempio di una innovativa e rivoluzionaria concezione della scrittura che emerge dalle nuove tecnologie. In realtà, come abbiamo visto, l'equivoco nasce dalla confusione tra un'idea, o un'esigenza, e l'efficacia dello strumento che serve a realizzarla. 

Ecco alcuni autori che hanno messo in evidenza come la forma di comunicazione "reticolare, multimediale, aperta, interattiva che sta delineando, sia pur lentamente, un modello di produzione elettronica, sia una derivazione implicita o esplicita di forme di comunicazione estetica già delineate" in passato da alcuni autori letterari pre-elettronici (Alessandro Pamini e Massimo Gamba, Letteratura ed editoria verso il testo elettronico in "Tempo presente" nn. 94-96, ottobre-dicembre 1988, pag. 3). Tra questi testi labirintici, Alessandro Pamini e Massimo Gamba hanno annoverato alcuni scritti di Borges e di Calvino. 

Joanna Pomian e Emmanuel Souchier hanno insistito sul fatto che la logica combinatoria presente negli ipertesti si ritrova nella produzione letteraria dell'OULIPO francese: un esempio tra i tanti, i Cent mille milliards de poèmes di Quenau, che, attraverso un algoritmo, partendo da un certo numero di minime proposizioni autonome che si possono combinare tra loro in tutti i modi, può originare milioni e milioni di differenti poesie (Joanna Pomian e Emmanuel Souchier, "Le macchine scriventi o la scrittura virtuale" in Tempo presente nn. 94-96, ottobre-dicembre 1988, op. cit. pag. 19-24). 

George P. Landow ha sottolineato le affinità che con la nozione di ipertesto hanno le teorie letterarie di Bartes, Foucault o Derrida (NOTA: George P. Landow, Ipertesto. Il futuro della scrittura, Baskerville, 1993, capitolo primo)

La lista si potrebbe facilmente allungare citando alcuni filosofi, logici ed epistemologi, ma più semplicemente basta sfogliare i librogame, di moda negli anni '80, figli dei giochi di ruolo diffusi già negli anni '60 e antenati cartacei degli adventure game al computer, in cui si ritrova la stessa logica labirintica parente stretta di quella di un ipertesto.


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