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STORIA ED EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA - di Antonio Zoppetti |
| L'ipertesto rappresentato dal disegno di un bambino |
COS'E'
UN IPERTESTO:Per spiegare cos'è un ipertesto si può partire da un'esperienza molto comune che avviene frequentemente quando leggiamo. Se durante la lettura di un libro incontriamo un rimando a una nota a piè pagina, ci troviamo di fronte a un bivio e possiamo scegliere di continuare nella lettura sequenziale oppure staccare lo sguardo dal testo per tuffarci momentaneamente in un approfondimento o in una divagazione. Supponendo che la nota contenga a sua volta un riferimento a un concetto spiegato in un certo capitolo, ci troveremo davanti a una nuova diramazione: potremo scegliere di tornare indietro al primo bivio per ricominciare la lettura sequenziale che avevamo interrotto, oppure continueremo nella lettura "trasversale". Questa seconda forma di lettura per associazione di idee può continuare, per esempio all'inseguimento di un riferimento bibliografico, e dalla bibliografia - passando dal titolo del libro all'autore - possiamo immergerci nell'indice dei nomi, per poi entrare nuovamente in un altro capitolo del libro, e così via. Questo gioco di rimandi possibili, nel caso di un libro stampato, non è molto comodo da seguire. Ogni passaggio richiedere un certo tempo e un continuo sfogliare di pagine in cui non è facile trovare il segno. Inoltre, le opzioni offerte da un testo stampato sono in genere molto limitate. Esistono tuttavia testi scritti in modo non sequenziale, per esempio le enciclopedie e i dizionari che, come abbiamo visto hanno una struttura circolare. Attraverso un computer i rimandi avvengono in modo molto più rapido e comodo; l'orientamento - in gergo la navigazione - è facilitato dal fatto che il percorso trasversale intrapreso può essere memorizzato per tornare a ritroso sui propri passi o per essere richiamato successivamente. Immaginiamo di avere un testo in cui il numero dei rimandi sia straordinariamente ricco, un testo concepito reticolarmente e formato da tanti moduli ognuno dei quali porta ad altri. Ogni modulo diventa un nodo di una vasta rete di rimandi. Questo è un ipertesto.
Immaginiamo di consultare un'enciclopedia elettronica, o se volete di fare delle
ricerche sul WEB con un buon motore di ricerca. Alla voce "Galileo", per esempio, leggiamo che il celebre scienziato è nato a Pisa nel 1564 e che ha costruito il famoso Cannocchiale di cui si è servito per formulare una teoria astronomica opposta a quella di Tolomeo. Immaginiamo che toccando una delle parole evidenziate - per esempio
Cannocchiale - si apra davanti a noi una finestra con la spiegazione, la descrizione e la storia di questo strumento. Da qui altre strade si dipartono. Altre parole evidenziate - in gergo "punti caldi"
o link - ci consentono di inseguire non la logica sequenziale proposta dall'autore della voce, ma un percorso molto più simile alla nostra esigenza di collegare dei fatti diversi per i nostri scopi specifici e imprevedibili. Dalla voce
Cannocchiale potremo approfondire le leggi dell'Ottica, da qui il concetto di
Rifrazione e così via. Grazie al computer, questa "enciclopedia immateriale" ha cessato di essere un sogno e si è concretizzata in un'enciclopedia elettronica, in un ipertesto. Il lettore diventa in questo modo partecipante; la lettura, o forse sarebbe più corretto dire la consultazione, diventa sempre meno un processo sequenziale e si trasforma sempre più in un processo immersivo descritto attraverso la metafora del viaggio e della navigazione; le pagine diventano finestre che si aprono sul monitor e che possiamo spostare, affiancare, confrontare, stampare e richiudere; le parole evidenziate sono dei link, dei collegamenti, delle porte che ci consentono di attraversare un libro fatto non più di atomi, ma di bit, per dirla con Negroponte. La libertà del lettore non è però infinita. E' limitata dal fatto che i link sono stati decisi nella fase della progettazione dell'enciclopedia e che non tutte le parole sono degli accessi diretti ad altre informazioni. |
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