STORIA ED EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA - di Antonio Zoppetti

LA NASCITA DELL'EDITORIA 
ELETTRONICA

 
La NASCITA DI UN NUOVO ALFABETO: le informazioni digitali

Un computer funziona attraverso una logica binaria. I dati che può ricevere devono perciò essere introdotti in modo digitale (dall'inglese digit, "cifra"). 

La novità straordinaria dei nostri tempi, sulla quale non si sente riflettere spesso, è la nascita di un nuovo alfabeto, un alfabeto potentissimo, perché con questo alfabeto fatto di 0 e di 1, siamo oggi in grado di scrivere e registrare messaggi e comunicazioni che un tempo viaggiavano necessariamente su mezzi e supporti differenti.
Invece oggi con lo stesso alfabeto è possibile archiviare sullo stesso supporto testi, suoni e parole, immagini ferme e in movimento.

La digitalizzazione di un testo, per esempio, implica una traduzione di ogni carattere in una serie di bit, dove il bit è l'unità elementare di informazione con cui opera la memoria di un elaboratore. Uno degli standard che ormai si è imposto per la memorizzazione dei testi è il codice ASCII, acronimo di American Standard Code for Information Interchange, la cui pronuncia corretta dovrebbe essere "aschi". 
Nel 1965, quando vedeva la luce il libro delle concordanze della Divina Commedia, il testo di Dante era pubblicato in maiuscolo e, nella prefazione all'opera, si leggeva: il computer "come è noto a chi ha anche una conoscenza molto superficiale dei calcolatori IBM tipo 1401, scrive solo in lettere maiuscole". Oggi questi problemi ci fanno sorridere, sono stati da tempo superati e addirittura dimenticati. E' ormai possibile vedere a monitor e stampare un testo scegliendo tra numerosi font, utilizzando anche corsivi, neretti, caratteri speciali per le formule matematiche o per gli alfabeti stranieri come il greco, il russo, l'arabo, il giapponese... 

Da una parte il computer è diventato uno strumento per scrivere, disegnare, fare grafica animazioni, montaggio video. Dall'altra è possibile riversare con poca fatica in questi standard informazioni conservate su supporti tradizionali. 

Il riversamento delle informazioni su supporti digitali dipende dal tipo di informazioni che vogliamo inserire.
Per inserire un testo, per esempio, ci si avvale di potenti software (OCR: Optical Character Recognition e ICR: Intelligente Character Recognition), in grado di riconoscere i caratteri di un dattiloscritto e tradurli nel codice ASCII, con margini di errore molto bassi e la possibilità di eseguire le correzioni direttamente a video. Mentre stanno prendendo sempre più piede anche i sistemi di riconoscimento vocale, quelli di riconoscimento della grafia personale e chissà quanti altri.

Le immagini e le illustrazioni possono essere digitalizzate attraverso uno scanner, un lettore in grado di leggere un'immagine e di tradurla in unità elementari, i pixel (picture element). L'immagine, in altre parole, viene scomposta in unità di misura discrete costituite da righe e colonne, le quali, tanto più sono numerose, tanto più hanno una migliore risoluzione.

La digitalizzazione di suoni e filmati avviene attraverso diversi standard. Il procedimento è diverso dalle tradizionali tecniche di registrazione analogiche dei dati. Un normale giradischi, per esempio, legge un segnale immagazzinato nella forma dell'onda: un continuo di alti e bassi proporzionale al fenomeno che si trasmette. Un elaboratore, al contrario, scompone gli stessi dati in quantità discrete. Quando i dati binari vengono letti, sono decodificati in rapida successione in modo che le quantità discrete siano percepite come un continuo. Tra questi standard, si possono ricordare per esempio il formato MP3 per i files audio, che è diventato uno standard su Internet, o il formato MPEG per il video.


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