STORIA ED EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA - di Antonio Zoppetti

LA NASCITA DELL'EDITORIA 
ELETTRONICA

 
La comparsa delle interfacce grafiche

Nella nostra carrellata alla ricerca degli elementi che hanno fatto diffondere l'editoria elettronica, non dobbiamo dimenticare di menzionare l'evoluzione delle interfacce grafiche, sempre più intuitive. 
L'evoluzione dei computer avviene a un ritmo vertiginoso. Nell'arco di pochi anni un nuovo e potente modello, viene surclassato da modelli ancora più moderni e potenti. E in questa continua corsa al miglioramento, il mercato si allarga e i prezzi delle macchine tendono ad abbassarsi. Ormai un personal computer di ultima generazione consente operazioni che dieci anni fa non avrebbe potuto compiere nemmeno un elaboratore tra i più costosi. Ma soprattutto queste macchine sono diventate alla portata di tutti, o quasi, non solo per il loro costo, ma anche per la semplicità con cui è possibile utilizzarle.

Agli albori dell'informatica, per comunicare con un elaboratore, bisognava utilizzare un linguaggio macchina: il programmatore doveva introdurre manualmente delle istruzioni utilizzando il codice binario, tramite una serie di interruttori a due posizioni corrispondenti a 0 e 1. All'inizio degli anni '50, per consentire all'utente di utilizzare il computer in modo più semplice, nacquero i primi sistemi operativi, programmi che facilitavano l'interazione uomo-macchina. Per molto tempo tuttavia, come abbiamo già accennato, l'utilizzo del computer richiedeva un bagaglio di complesse nozioni informatiche che possedevano soltanto gli addetti ai lavori e i programmatori. L'interfaccia dell'elaboratore, là "dove la gente e i bit si incontrano", per rubare una definizione di Negroponte (Nicholas Negroponte, Essere digitali, Sperling and Kupfer Editori, 1995, capitolo 7), era molto più vicina alla logica della macchina che non a quella dell'uomo. Per molto tempo questo problema ha fatto sì che il dialogo con il computer fosse riservato soltanto a una casta di iniziati.

I primi tentativi di realizzare delle interfacce grafiche risalgono agli anni '70. L'idea era quella di fare in modo che il filtro che sta tra un meccanismo complesso come il computer e l'utente si potesse rappresentare in modo visivo anziché attraverso una serie di complicati comandi. 
Dopo i primi studi della Xerox, con la logica a cartelle del Macintosh, successivamente riproposta con le finestre di Windows per gli elaboratori Ibm compatibili, il dialogo uomo-elaboratore si è trasformato in qualcosa di molto intuitivo.
Oggi, utilizzare un computer significa trovarsi proiettati in un ambiente di icone: ognuna rappresenta un comando o una funzione. Queste si possono selezionare tramite il mouse, una sorta di appendice della mano che ci permette di spostare il cursore sullo schermo senza bisogno di utilizzare la tastiera. La grande evoluzione che negli ultimi anni si è verificata in campo grafico, ha ulteriormente semplificato questo processo. La Computer Graphics ha ormai permesso di costruire ambienti artificiali con tecniche tridimensionali che si sono sviluppate sino ad arrivare alla cosiddetta realtà virtuale. L'utente che utilizza un videogioco, o "naviga" attraverso le pagine di un "libro" elettronico e multimediale, si trova immerso in una simulazione di questo tipo nella quale, per procedere, non ha che da selezionare direttamente gli oggetti a video con il mouse.


Copyright (C) 2002 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti