Gli anni '80:
il computer diventa un NUOVO MEDIUM
A partire dagli anni '80 il personal computer si diffondeva lentamente non solo nei luoghi
di lavoro. Durante il decennio questo strumento ha rivoluzionato profondamente il
modo di scrivere. Dai professionisti sino agli studenti in odore di laurea, tutti abbandonano progressivamente la vecchia
macchina per scrivere, scoprendo i vantaggi della scrittura virtuale. Il modo di
scrivere è cambiato in modo irreversibile.E' in questi anni che nascono le premesse per la successiva rivoluzione
comunicativa dei nostri anni: il computer da macchina per elaborare le
informazioni si trasforma improvvisamente in macchina per distribuire le
informazioni. Il computer diventa così un nuovo medium!
Negli anni '80
nasceva il nuovo
standard per la distribuzione della musica: il CD audio, che nel giro di pochissimi
anni ha mandato in pensione i vecchi dischi di vinile determinando il passaggio
dall'analogico al digitale. Nel 1985, dopo il cd
audio è la volta della comparsa del CD-ROM uno standard per la distribuzione di banche
dati testuali e di archivi elettronici dalla capacità pressoché
"illimitata" per le esigenze dell'epoca: su un solo cd potevano
essere immagazzinati fino a un milione di caratteri, in pratica
molto di più di tutte le parole dell'intera enciclopedia Treccani. Il risparmio dello spazio, i costi bassi del
supporto, la facilità di aggiornamento dei dati, la precisione nel reperimento
delle informazioni (grazie ai motori di information retrieval) diventano in
quegli anni dei temi di discussione molto accesi. Qualcuno teme addirittura la morte
del libro. La rivoluzione comunicativa è cominciata: il computer si sta
trasformando in un nuovo media, non è più solo uno strumento per l'elaborazione delle informazioni ma
anche uno strumento per distribuirle. Negli anni '80 questo avviene
prevalentemente attraverso il sistema dell'off-line,
cioè attraverso la distribuzione di dischetti, floppy, CD o altri supporti
fisici.
(Nella foto l'enciclopedia
americana GROLIER, cd-rom del 1990)
Ma anche l'on-line stava
cominciando a comparire in forme interessanti. Già da alcuni anni si parlava di
telematica (termine nato dalla fusione delle parole
"telecomunicazioni" e "informatica")
disciplina che si occupa della trasmissione a distanza dei dati. Prima dell'era
di Internet, c'era il sistema di Videotex (che in Italia ha preso il nome di
Videotel), una rete a cui collegare il computer alle linee telefoniche
tramite modem.
Il sistema di trasmissione Teletext invece, che in Italia è entrato in funzione nel 1984 con il nome di
Televideo, si appoggia a un normale televisore dotato di un decodificatore presente all'interno dell'apparecchio.
Grazie alla larga banda dei segnali televisivi è possibile diffondere contemporaneamente via cavo sia le trasmissioni televisive, sia le pagine di testo scritto che costituiscono i servizi di Televideo.
Un decodificatore permette poi di separare le informazioni testuali e
visualizzarle a parte. Le pagine scorrono continuamente e, mediante il telecomando, è possibile fermarle per leggere le notizie e le informazioni desiderate.
Negli anni '80 nascevano anche i primi standard per archiviare le
immagini in formato digitale, in questo modo gestibili al computer. E
immediatamente dopo toccava alle tracce audio, e infine le
immagini in movimento e i filmati. Questi standard inizialmente poco fluenti e
primitivi rispetto a quelli della televisione, miglioravano con una rapidità
che lasciava ben promettere.
La digitalizzazione di informazioni non testuali, però, occupava in termini di archiviazione uno spazio
infinitamente più grande di quello dei testi. Tanto che il CD-ROM diventava
improvvisamente piccolo e insufficiente, riempito di queste informazioni
anziché di puro testo.
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