Nata dalla spuma del mare, fu identificata dai latini con la greca Afrodite, dea
dell'amore. Fu lei a vincere la celebre contesa tra Giunone
e Minerva come dea più bella, almeno secondo il
Paride e il mito del pomo della discordia.
Giove la diede in sposa a Vulcano, dio del fuoco zoppo e piuttosto
bruttarello, ma Venere amava Marte, dio della guerra, forte e coraggioso.
Omero racconta di come i due amanti furono sorpresi dal Sole (per alcuni,
Apollo) che riferì l'accaduto a Vulcano.
Questi, per vendicarsi, nascose una rete sotto il letto della moglie, quindi la intrappolò insieme al suo amante per poi schernirla al cospetto di tutti gli dei
dell'Olimpo.
Quando Venere fu liberata andò a nascondersi a Cipro piena di vergogna, mentre Marte fuggì in Tracia. Tra i diversi amanti di Venere si annovera anche Anchise, padre di
Enea e nonno di Ascanio o
Iulo.
Da qui ha origine la tradizione della Gens Iulia che si attribuiva come antenata Venere. |
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