Figlio di Ecuba e di Priamo, il re di
Troia.
La sua nascita era stata preceduta da una funesta profezia: Paride avrebbe provocato la rovina della sua città. Per evitare che ciò avvenisse, fu consigliato alla madre di farlo uccidere, ma Ecuba invece di ucciderlo lo lasciò sul monte Ida, dove fu allevato da alcuni pastori (secondo altre leggende fu allattato da un'orsa).
Paride crebbe forte e bellissimo, e da adulto ritornò a Troia dove Priamo, che lo credeva morto, lo accolse nella casa reale.
Quando fu scelto da Giove perché stabilisse chi fosse la dea più bella tra
Giunone, Minerva e Venere, Paride scelse quest'ultima che gli aveva promesso l'amore di
Elena.
Così, la profezia iniziale si rivelò esatta: come narra Omero, il rapimento di Elena causò la guerra e la distruzione di
Troia.
Durante la guerra Paride non si distinse certo per il suo coraggio. All'inizio
dell'Iliade fu sconfitto in duello da Menelao, ma venne salvato da Venere che lo nascose in una fitta nuvola.
Più avanti lo stesso Ettore, suo fratello, dovette ordinargli di partecipare alla battaglia.
Fu lui comunque, grazie ad una freccia guidata da Apollo, ad uccidere
Achille colpendolo nel tallone, l'unico punto
dell'eroe ad essere vulnerabile.
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