Detto anche Ipno, è figlio dell'Erebo e della Notte, nonché gemello di Tanatos, la Morte (del quale era opposto: tanto spaventoso l'uno, quanto benevolo l'altro).
E' il padre di Morfeo.
I poeti lo immaginavano dotato di ali, che dormiva dentro un'oscura caverna posta accanto al fiume Oblio. Era anche raffigurato come un giovane dal capo alato che reggeva una fiaccola spenta e rovesciata in una mano, e un corno pieno di sonnifero nell'altra.
Considerato un dio benefico, che aiuta gli uomini ad assopire il dolore e la sofferenza. Secondo un racconto di
Omero, una volta avrebbe addirittura addormentato lo stesso
Giove, in modo che Giunone potesse far naufragare lontano il detestato
Ercole. |
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