Si tramanda di un primo Argo, figlio di
Giove e di Niobe, la prima delle mortali ad unirsi al re degli dei. Questo Argo ebbe il regno del Peloponneso e trasferì il proprio nome alla città chiamata "Argo" e al territorio che la circonda,
l'Argolide.
Probabilmente più famoso di lui fu un suo pronipote, "Argo dai cento
occhi".
Dotato di forza prodigiosa, questo Argo liberò l'Arcadia da un toro che la devastava. Uccise anche un
Satiro che rapiva le mandrie degli arcadi, nonché l'Echidna, un mostro antropofago con corpo di donna e coda di serpente al posto delle gambe. Sul numero dei suoi occhi le tradizioni non concordano: alcuni dicono che ne avesse uno solo, altri dicono quattro (due davanti e due dietro), altri un'infinità sparsa in tutto il corpo. Fu a lui che
Giunone affidò Io, tramutata in giovenca da Giove. Fu ucciso da
Mercurio che, suonando il flauto di Pan, riuscì ad addormentarlo. Per onorare il ricordo del fedele Argo, si dice che Giunone trasferì l'immagine dei suoi cento occhi nella coda del pavone che da allora divenne l'animale a lei più caro.
Argo è anche il nome della nave utilizzata dagli Argonauti per partire alla conquista del Vello d'oro, nonché quello del vecchio cane di
Ulisse, che morì per l'emozione di vedere il proprio padrone dopo tanti anni di lontananza. |
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