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dimensione: 100 milioni di anni luce 
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titolo: Superammassi e supervuoti

Superammassi 
Superammassi e supervuoti
I 100 milioni di anni luce sono (108 anni luce) una scala abbastanza grande da permetterci di osservare gli ammassi di galassie e di considerarli oggetti a se stanti. A questa scala possiamo notare che anche gli ammassi di galassie, come le gerarchie più basse dell'universo, sono a loro volta distribuiti nello spazio in modo da formare dei superammassi. Già agli inizi del '900 venne formulata l'ipotesi della struttura gerarchica dell'universo: le stelle sono raggruppate in galassie che a loro volta formano degli ammassi che a loro volta formano dei superammassi. Naturalmente, in ognuno di questi passaggi bisogna utilizzare ordini di grandezza sempre maggiori.
Gli studi più recenti hanno mostrato anche come nell'universo tra questi superammassi esistano delle regioni altrettanto enormi dove non è possibile trovare nessuna galassia. Queste sterminate regioni di confine, questi supervuoti, non contengono nemmeno una galassia, sono spazi vuoti dove è raro incontrare persino un atomo di idrogeno.
Attualmente non è chiara l'origine di queste enormi strutture: non sappiamo se si formino prima le galassie e solo successivamente si raggruppino a formare i superammassi o se invece l'universo, originariamente gassoso, si condensi formando direttamente un superammasso.
Va detto, a proposito della gerarchia dell'universo, che c'è una sostanziale differenza tra le galassie che formano un ammasso e gli ammassi che formano un superammasso. Le prime ruotano intorno a un baricentro comune, cosa che non avviene nel caso dei superammassi. Perciò, quando si cerca di misurare la velocità di espansione dell'universo, sembra che le reali sottounità da prendere in considerazione siano gli ammassi di galassie, e non i superammassi.

Esistono altre forme di vita intelligente?

Dopo aver compiuto un viaggio di 100 milioni di anni luce, attraverso migliaia di galassie, ammassi di galassie e superammassi, ci possiamo ragionevolmente chiedere se è possibile che, vista la vastità dell'universo, non esistano altre forme di vita intelligente oltre alla nostra, da qualche parte. Certamente è possibile, anzi, se la vita è un evento naturale è sicuramente probabile che si sia sviluppata in modo intelligente anche in altri punti del cosmo. Ma rimaniamo nel campo delle pure ipotesi non suscettibili di controllo empirico. I tanto fantasticati extraterrestri intelligenti sicuramente non esistono nel nostro sistema solare. Ma se anche esistessero in altri luoghi, la possibilità che avvenga mai un incontro con noi è quantomeno improbabile. 
Innanzitutto c'è il problema delle distanze, sicuramente da esprimere almeno in anni luce, una barriera insormontabile per la nostra breve esistenza. Inoltre, in altre parti dell'universo, la vita si sarebbe potuta sviluppare milioni di anni fa, o viceversa si potrebbe sviluppare fra qualche milione di anni, quando noi non esisteremo più. Anche immaginando che lassù nel cielo in questo momento ci sia un'altra forma di vita intelligente, un qualunque tipo di comunicazione tramite segnali sarebbe molto difficile. Se consideriamo l'evoluzione dell'uomo, infatti, soltanto nell'ultimo secolo siamo riusciti a vedere un po' più in là del nostro sistema solare, e soltanto negli ultimi decenni ci siamo impadroniti di una tecnologia in grado di inviare segnali a quelle distanze. Bisognerebbe perciò ipotizzare che i nostri supposti amici extraterrestri, oltre ad esistere e a guardare verso di noi siano a un grado di evoluzione e di conoscenza parallelo al nostro, il che non è molto probabile!


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