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| L'esplorazione delle prime nebulose |
Passando alla scala dei 100 anni luce, possiamo esplorare altre stelle della nostra galassia. Esse non sono degli oggetti isolati, sono raggruppate in alcune zone e in alcune strutture. Rimanendo all'interno di questa scala, si possono perciò anche osservare oggetti delle dimensioni degli ammassi globulari e delle nebulose giganti. Gli ammassi globulari comprendono un enorme numero di stelle e sono molti più grossi degli ammassi stellari aperti. Questi raggruppamenti si muovono insieme all'interno di uno stesso sistema o di una galassia, solitamente con un'orbita fortemente eccentrica. Anche se sono lontanissimi da noi, per la loro luminosità sono ugualmente visibili anche con un piccolo telescopio. Il loro diametro è di circa 100 anni luce, alcuni però, come Omega Centauri possono arrivare anche a 600 anni luce. Il nome Omega Centauri è causato dal fatto che, inizialmente, questo oggetto luminoso è stato scambiato per una stella, che normalmente viene classificata con una lettera greca seguita dal nome della costellazione a cui appartiene. Successivamente, invece, si è scoperto che si trattava di un ammasso globulare: la differenza sta tutta nelle sue dimensioni. All'interno della via Lattea sono stati identificati oltre 100 ammassi globulari, ma ne esistono sicuramente molti di più anche se non riusciamo a vederli.
Gli ammassi stellari non sono i soli oggetti o sottostrutture che si possono osservare nelle galassie lontane di quest'ordine di grandezza, ci sono anche le nebulose ad emissione, delle nubi di gas caldo dove stanno lentamente nascendo delle protostelle. Queste zone sono molto luminose, e il loro diametro varia da poche decine a poche centinaia di anni luce. Una regione di questo tipo è la nebulosa di Orione chiamata anche M42, che ha un diametro di circa 400 anni luce.
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