rimpicciolisci di 10

dal Micro al Macro

ingrandisci di 10

dimensione: 10 anni luce 
ordine: +17 (1017 metri)
titolo: Le stelle più vicine

Lo spazio interstellare 
Intorno al nostro Sole, nel raggio di 10 anni luce, si trovano soltanto 11 stelle, e di queste soltanto 4 non fanno parte di sistemi multipli. Se riuscissimo a raggiungere distanze di quest'ordine di grandezza potremmo vistarle e vedere che, a parte le dimensioni, non sono poi tanto diverse dal nostro Sole.
In altre regioni dello spazio le stelle sono invece molto più fitte. Di solito esse sono concentrate in raggruppamenti chiamati ammassi stellari. Si conoscono due tipi di ammassi stellari: quelli globulari, piuttosto fitti, che comprendono da qualche migliaio di astri a qualche milione, e quelli aperti. Mentre i primi hanno dimensioni di un ordine di grandezza superiore alla nostra scala, un tipico ammasso aperto ha un raggio di circa 10 anni luce. L'esempio più noto è costituito dall'ammasso delle Pleiadi, che si trova nella costellazione del Toro, a circa 400 anni luce da noi, il quale comprende circa 3.000 stelle. 
La Via Lattea, la nostra galassia, comprende circa 300 ammassi stellari, alcuni dei quali sono visibili anche con un semplice cannocchiale. 


Come è fatta una stella

La vita di una stella nasce quando una grande quantità di gas disperso nello spazio, prevalentemente idrogeno, si concentra e si aggrega a causa dell'attrazione gravitazionale tra le particelle (1). Gli atomi di gas in questo modo collassano ed entrano in continue collisioni tra loro sempre più frequenti e veloci. Questo fenomeno genera un progressivo innalzamento della temperatura che accelera sempre maggiormente gli urti, sino a quando gli atomi, invece di rimbalzare, si fondono tra loro formando elio. La reazione è simile a quella che si innesca in un esplosione di una bomba all'idrogeno. La stella comincia perciò a risplendere. Questo processo dura molto tempo e si mantiene con la combustione dell'idrogeno. Inizialmente una protostella è di colore bianco (2). Poi, mano a mano che l'idrogeno si consuma e si forma l'elio, la stella si espande sempre più e diventa di colore giallo o rosso (3): è diventata una gigante rossa. A volte il processo di ingrandimento, a seconda della massa iniziale, può continuare generando una supergigante. La vita e il destino di una stella dipendono poi dalla sua massa. Se questa è limitata la stella si consuma fino a collassare trasformandosi in una nana bianca che continua a risplendere a causa del calore residuo di quando costituiva il nucleo della stella. Col passare del tempo si raffredda sino a diventare una nana nera che, progressivamente, si spegne. Altre volte, se la massa è sufficientemente grande, la stella può spegnersi in una rapida esplosione - che può durare da poche ore a pochi giorni - generando una nova (cioè apparentemente una nuova stella). A volte l'esplosione è tale da generare una supernova, un'esplosione luminosissima, visibile anche in pieno giorno per alcune settimane. Queste esplosioni possono proiettare nello spazio quantità di materia tali da generare le stelle a neutroni, dal diametro piccolissimo ma con una gravità anche 100 miliardi volte superiore a quella terrestre. E' per esempio il caso delle stelle pulsar che ruotano su se stesse sino a 30 volte al secondo. 
In altri casi il collasso di una stella è tale che la materia si concentra e comprime in uno spazio ridottissimo, generando un'attrazione gravitazionale così forte da inghiottire ogni cosa, compresa la luce. E' nato in questo modo un buco nero, un fenomeno unidirezionale che permette alla materia e alla luce di entrare ma da cui non è possibile uscire. 


Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti