rimpicciolisci di 10

dal Micro al Macro

ingrandisci di 10

dimensione: 10-15 metri
ordine: -15 
titolo: Gli adroni: barioni e mesoni

Il nucleo di un atomo è composto da protoni e neutroni
A questo livello di ingrandimento (10-15 metri) possiamo concentrarci sui "mattoni" di cui sono composti i nuclei atomici: i protoni e i neutroni. Queste particelle fanno in realtà parte di una più ampia famiglia di particelle con una struttura simile (se ne conoscono più di 200!) la famiglia degli adroni le particelle soggette all'interazione della forza nucleare forte. A loro volta gli adroni si possono dividere in barioni e mesoni. 
I barioni includono tutte quelle particelle che decadono in protoni. Mentre la vita di un protone è di sicuro superiore a 1.000 anni, le altre particelle, se tolte dall'ambiente del nucleo, decadono più o meno rapidamente e si trasformano in protoni. Il neutrone, per esempio, isolato dal nucleo si trasforma in protone nel giro di 15 minuti. 
L'altro gruppo di particelle, i mesoni, hanno la tendenza a decadere rapidamente in elettroni o in fotoni, le particelle che compongono la luce, e l'unico modo di produrli è durante le collisioni tra particelle ad alta energia, per esempio negli acceleratori di particelle.

Sino agli anni '30 le particelle conosciute erano soltanto protoni, neutroni ed elettroni, poi, con le nuove ricerche e le nuove scoperte le cose si sono complicate sempre maggiormente. Le nuove teorie formulate negli anni '60, hanno aperto la possibilità di livelli di ingrandimento ancora maggiori di questi. Barioni e mesoni, perciò, sembra che siano a loro volta composti da particelle ancora più elementari: i quark. 


La fusione

La fusione nucleare è un processo per cui due nuclei di basso numero atomico, per esempio due atomi di idrogeno (H) con numero atomico 1, si uniscono e formano un nucleo di numero atomico superiore, per esempio elio. 
Questa reazione genera un'incredibile quantità di energia: la massa risultante, infatti, è minore di quelle di partenza. Ciò avviene perché, coerentemente alla formula di Einstein (E=mc2), la differenza di massa si trasforma in energia. 
Perché questa reazione avvenga i due nuclei si devono avvicinare sino al punto in cui la forza nucleare forte, che ha un raggio di azione brevissimo, vinca la forza elettrostatica che li contrasta, dovuta alla loro carica positiva. Questo avviene soltanto nei gas con una temperatura di milioni o decine di milioni di gradi, dove l'energia cinetica e la velocità dei nuclei è tale da generare delle collisioni spaventose. 
Queste reazioni avvengono spontaneamente nelle stelle. Il loro brillare deriva dal fatto che la pressione interna è tale da procurare delle collisioni di particelle fortissime, così forti che i nuclei di idrogeno di cui sono composte si fondono formando elio. Nelle reazioni stellari quattro nuclei di idrogeno, composti ognuno da un protone, ne vanno a formare uno di elio composto da due protoni e due neutroni. Così, finché l'idrogeno non si consuma e si esaurisce, anche le stelle continuano a risplendere.


Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti