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dimensione: 1 Chilometro 
ordine: +3 (103 metri)
titolo: Il quartiere e la città

La spiaggia vista da 1.000 metri
Se guardiamo la costa del mare dall'altezza di un chilometro, tutto cambia prospettiva. Gli oggetti con cui abbiamo a che fare non sono più i sassi, gli animali o gli alberi. Queste cose perdono definizione, scompaiono, diventano dei puntini trascurabili e a loro posto prendono forma nuovi oggetti: la spiaggia diventa una striscia di colore chiaro, il mare a fianco una macchia di azzurro che cambia colore a secondo della profondità. Il bosco nell'entroterra è una macchia verde ora fitta ora più rada. I campi divisi dalle strade diventano dei rettangolini di differenti colori. La città vicino alla spiaggia ci si mostra dall'alto come in una cartina stradale, si presenta come un aggregato di strade e palazzi che si sviluppa intorno a un centro storico. 

 

Foto aeree di Laura Dondi: clicca per ingrandirle



La distanza del chilometro rappresenta il confine dell'ambiente in cui un individuo vive e abita, è la dimensione del quartiere o del piccolo villaggio. Il raggio di 1.000 metri è la distanza che mediamente la gente percorre a piedi per far la spesa o per fare una passeggiata intorno a casa. Oggi, ci si muove sempre meno a piedi, se non per compiere queste piccole distanze, e con lo sviluppo dei trasporti avvenuto in epoca moderna, i semplici spostamenti di tutti i giorni per andare a lavorare avvengono in automobile, in metropolitana o in treno e sono spesso anche di un ordine di grandezza superiore. 

Ci sono addirittura molte costruzioni umane delle dimensioni di un chilometro, per esempio enormi ponti di ferro che permettono di attraversare fiumi, o enormi centri commerciali che sono delle vere e proprie città in miniatura. 
Esistono poi anche mezzi di trasporto che raggiungono questa scala, come alcune superpetroliere o navi portaerei, ma anche alcuni lunghissimi treni merci che attraversano vasti continenti come l'America o l'Australia e che sono trainati da una dozzina di locomotive. 

Passando dal piano orizzontale a quello verticale, in un prossimo futuro, probabilmente, non sarà impossibile imbattersi in costruzioni che raggiungono queste altezze. Attualmente i più alti grattaceli non arrivano neanche alla metà di queste dimensioni, ma esistono già progetti di vere e proprie città verticali che probabilmente nei prossimi decenni vedranno la realizzazione. Intanto, con la scala del chilometro possiamo limitarci a misurare l'altezza delle montagne, oppure la profondità degli oceani che, in media, è di circa 4 chilometri.

Meteoriti giganti

Anche nello spazio esistono oggetti delle dimensioni di un chilometro
. Benché la maggior parte dei meteoriti che precipitano sul nostro pianeta abbiano dimensioni molto piccole, di pochi centimetri a parte rare eccezioni, non è impossibile che si verifichino collisioni cosmiche di più ampie proporzioni. Recentemente, nel golfo del Messico, sono state trovate delle ragionevoli testimonianze di uno sconvolgente impatto che sarebbe avvenuto 65 milioni di anni fa, quando un asteroide di queste proporzioni è precipitato sul nostro pianeta. La violenza della collisione deve aver sollevato nubi di polveri che hanno oscurato il nostro pianeta per anni, provocando un improvviso e drastico mutamento climatico che ha sconvolto l'equilibrio biologico del nostro pianeta. E' probabilmente questo impatto, avvenuto alla fine del Cretaceo, che ha determinato l'estinzione dei dinosauri. 
Nel 1994 i telescopi di tutto il mondo hanno potuto osservare in diretta un evento in un certo senso simile verificatosi su Giove. L'anno precedente era stata avvistata una cometa insolita, la Shoemaker-Levy 9, che essendo poco prima passata troppo vicino all'orbita di Giove, si era frantumata in tanti piccoli frammenti a causa della formidabile forza di gravità del gigantesco pianeta. Dai calcoli effettuati risultava che i frammenti principali, che in media avevano il diametro di un chilometro, sarebbero precipitati su Giove nel luglio del 1994. Così, tutti gli astronomi si prepararono per seguire nel migliore dei modi questo eccezionale avvenimento. Il primo frammento, precipitato sabato 16 luglio, poco dopo le 22 (ora italiana), ha provocato una gigantesca macchia scura, un fungo di polveri e gas alto 1.600 chilometri che interessava un'area larga circa 2.000 chilometri. Gli altri frammenti si sono susseguiti nei giorni seguenti precipitando a una velocità di oltre 210.000 chilometri orari. Il 18 luglio è caduto il frammento più grosso, del diametro di circa 3 chilometri, procurando una enorme "cicatrice" visibile dalle foto dello Space Telescope. La macchia scura sollevata aveva un diametro di 2.500 chilometri, mentre attorno si vedevano altri due anelli provocati dall'impatto, rispettivamente del diametro di 7.500 e 12.000 chilometri. Dopo altre precipitazioni, l'ultimo grosso impatto è avvenuto il 22 luglio, anche se la pioggia dei frammenti minori è continuata sino a settembre.


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