Alla scala dei 10 metri la nostra spiaggia non è cambiata poi tanto rispetto alla scala del metro. Certo, i granelli di sabbia e le cose più piccole si confondono un po' e, in cambio, la prospettiva si è allargata e comprende una porzione di spazio più ampia. E' capitato a tutti di vedere una spiaggia da questa distanza, magari da una terrazza in riva al mare! Questo spettacolo, perciò, non ci stupisce particolarmente. Non è difficile immaginare come ci apparirebbe il mondo se fossimo alti 17 o 18 metri. Ci potremmo avvicinare agli alberi e li vedremmo alti come noi! Un piccolo fiume diventerebbe un rigagnolo che potremmo guadare con poca fatica! E le api, le formiche, gli insetti, sarebbero dei puntini trascurabili, quasi invisibili, come un acaro o un granello di polvere!
Immaginare di essere dei giganti, come quelli descritti da Jonathan Swift nei Viaggi di Gulliver non è poi una cosa così stravagante. Ci sono molti animali che raggiungono queste dimensioni e che vedono il mondo da questo punto di vista.
Le dimensioni dei dinosauri, un tempo dominatori della Terra, erano proprio comprese all'interno di questa
scala. I dieci metri costituiscono un po' il limite delle dimensioni degli animali, oltre questa soglia è difficile che un organismo animale possa sopravvivere, e la selezione naturale sembra che abbia privilegiato gli animali più piccoli, soprattutto all'epoca dell'estinzione dei dinosauri. Le ragioni sono molteplici, sicuramente è un problema trovare ogni giorno tanto cibo da alimentare una massa troppo elevata, ma poi, oltre una certa dimensione, molte funzioni fisiologiche cominciano a diventare difficoltose. Per esempio la circolazione sanguigna e linfatica, ma anche la trasmissione degli impulsi nervosi al cervello. Alcuni animali preistorici, come lo stegosauro, possedevano infatti una sorta di secondo cervello posto all'inizio della coda. Senza questa struttura, un predatore avrebbe fatto in tempo a divorare l'intera coda dell'animale prima che gli impulsi del dolore percorressero tutta la lunghezza della colonna vertebrale, giungessero al cervello e determinassero la risposta adeguata.
Tra gli animali che oggi raggiungono le dimensioni della scala dei dieci metri si possono ricordare le balene,
certi tipi di squali, alcuni serpenti e coccodrilli, ma anche le giraffe che possono superare i 6 metri di altezza.
La vita delle piante, invece, presenta dei limiti di un ordine di grandezza superiore:
un albero di 10 metri, in generale, non è che un alberello di medie dimensioni.
Per quanto riguarda l'uomo, infine, i dieci metri rappresentano in generale la scala per misurare le cose che costruiamo per
contenerci, per esempio un appartamento, ma anche molte macchine da trasporto come un
aereo, un pullman, un camion, una barca o un elicottero.
I dinosauri
(Nella
foto: una scena da Jurassic Park
di S. Spielberg).
Dinosauro è un termine che deriva dal greco e che letteralmente significa "terribile lucertola" (deinos, terribile e
sauros lucertola). Con questo nome si indicano innumerevoli specie di rettili che vissero nell'era Mesozoica da 230 a 65 milioni di anni fa. Generalmente si trattava di grandi rettili, anche se attualmente è dibattuta la questione se fossero a sangue freddo o caldo.
Tra le specie più grosse c'era il Brontosauro, che insieme al Brachuiosauro e al Diplodocus, fu uno dei più grandi animali terrestri mai vissuti. Questo gigantesco quadrupede poteva raggiungere l'incredibile lunghezza di 25 metri e un peso di 32 tonnellate. Aveva un corpo gigantesco, con zampe tozze, su cui si innestavano un lungo collo e una lunga coda. Animale erbivoro, quando era sulla terraferma poteva raggiungere le foglie più alte degli alberi, estendendo il collo.
Se il Brontosauro è il più noto degli enormi erbivori, tra i dinosauri carnivori il più grosso e il più noto è sicuramente il
Tirannosauro. Come la maggior parte dei dinosauri carnivori questo temibile animale era bipede: si ergeva sulle zampe posteriori, molto sviluppate, possedeva una lunga coda, zampe anteriori piccole, e un grosso capo con un'enorme bocca dotata di numerosi e terribili denti. Poteva raggiungere un'altezza di 6 metri e una lunghezza di 15 con un peso di 5 o 6 tonnellate.
E' risaputo che, dopo un lungo periodo di incontrastato dominio della Terra, alla fine del Cretaceo (circa 65 milioni di anni fa) , i dinosauri si sono improvvisamente estinti. Che cosa abbia provocato questa immensa moria di animali è rimasto a lungo un mistero affascinante che ha originato numerose ipotesi. La teoria attualmente più accreditata è che la scomparsa dei grandi rettili del passato sia stata la conseguenza di
una violenta collisione di un enorme meteorite con la Terra che provocò improvvisi e catastrofici mutamenti ambientali, estinguendo, oltre ai dinosauri, circa i due terzi di tutte le altre specie del pianeta. Questa ipotesi, formulata già in passato, era una delle meno accreditate, perché basata su una spiegazione catastrofica del tutto arbitraria e da dimostrare. Recentemente, tuttavia, le tracce di un impatto di enormi proporzioni avvenuto proprio 65 milioni di anni fa sono state rinvenute nel golfo del Messico. Un gigantesco meteorite ha causato una voragine enorme e deve aver prodotto un innalzamento di nubi di polveri oscurando il nostro pianeta per alcuni anni. Questo evento deve avere innescato un drastico cambiamento climatico che ha sconvolto gli equilibri biologici dell'intero pianeta. I grandi erbivori hanno cominciato così a morire di freddo e di fame, determinando a loro volta la fine anche dei grandi carnivori. A questo improvviso e drastico sconvolgimento sono invece sopravvissuti piccoli animaletti come i protomammiferi, che con il tempo si sono poi evoluti dando origine a tutte le specie di mammiferi che possiamo vedere attualmente, compreso l'uomo.
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