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dimensione: 10 centimetri 
ordine: -1 
titolo: La scala dei fiori

I resti di una mareggiata
Mentre camminiamo sulla spiaggia, se ci concentriamo sugli oggetti della scala dei 10 centimetri, probabilmente possiamo trovare dei ciottoli, dei legnetti e delle alghe trasportati dalla marea, delle conchiglie, degli animali come i granchi. Se ci spostiamo nel mare troviamo numerosi pesci di queste dimensioni. Se poi lasciamo la spiaggia ed entriamo nell'entroterra troviamo numerosi animali di questa taglia. Sembra che la maggior parte dei mammiferi e degli uccelli derivino da antenati che dovevano avere più o meno quest'ordine di grandezza. 
Durante l'epoca dei dinosauri, i protomammiferi avevano probabilmente abitudini notturne ed erano per lo più insettivori, come gli attuali toporagni o i pipistrelli. Poi, venendo meno questi enormi predatori, hanno potuto conquistare nuove nicchie e si sono evoluti in specie più grandi. Attualmente, oltre a mammiferi e uccelli, esistono tantissime altre specie di animali che hanno più o meno questa taglia, dalle lucertole alla maggior parte degli anfibi e a numerosissime specie di pesci.

Nel regno vegetale i dieci centimetri sono le dimensioni che ci permettono di osservare numerose piccole piantine, i fili d'erba, infinite specie di fiori. E, volgendoci agli alberi di più grandi dimensioni, i dieci centimetri ci consentono di osservare molti tipi di foglie e molti dei frutti di cui ci nutriamo, come le pere, le mele, le arance e così via.

Nel regno minerale, sono molti i frammenti di roccia con un diametro di 10 centimetri. E' la scala che serve a misurare le pepite d'oro più grandi, per esempio, e persino la maggior parte dei meteoriti che precipita sul nostro pianeta.


Il fiore

Tra le infinite cose dell'ordine dei 10 centimetri che possiamo incontrare durante una passeggiata, tra le più affascinanti ci sono sicuramente i fiori. Queste bellissime manifestazioni della natura, colorate e profumate sono la sede della riproduzione delle piante superiori. La varietà delle dimensioni, forme e colori è incredibilmente variegata, ma al di là di queste differenze, è presente una stessa struttura più o meno comune a tutte le specie. All'interno della corolla, l'insieme dei petali, nella parte più interna ci sono gli organi riproduttivi
Quelli maschili, gli stami, sono filiformi e presentano un ingrossamento nella parte terminale, l'antera, dove è racchiuso il polline. Quest'ultimo è formato da una polvere sottilissima, solitamente gialla nera o di altri colori, che possiamo vedere chiaramente sui polpastrelli delle dita se tocchiamo gli stami nel periodo della maturazione. Vista al microscopio, questa polvere, è formata da tanti piccolissimi grani di solito di forma tondeggiante.
Gli organi riproduttivi femminili, invece, sono i pistilli che si trovano nella parte centrale interna e hanno la forma di un'ampolla. L'estremità superiore dei pistilli è un'apertura, una sorta di bocca chiamata stimma che permette l'ingresso del polline che poi scende attraverso il collo del pistillo sino nella parte più bassa, solitamente ingrossata: l'ovario. Dentro l'ovario sono racchiusi gli ovuli, nel cui sacco embrionale sono contenute le cellule uovo, le cellule germinali femminili.

Quando stami e pistilli hanno raggiunto la maturazione avviene l'impollinazione, e cioè il contatto tra polline e uova, che permette la riproduzione. L'impollinazione può avvenire per opera degli insetti che, posandosi di fiore in fiore a succhiare il nettare, rimangono impregnati di polline che poi trasportano su altri fiori. Altre volte sono gli uccelli a costituire il veicolo di trasporto del polline. O ancora è possibile che il polline viaggi da solo trasportato dal vento o, più raramente, dall'acqua.
I fiori ermafroditi sono muniti di entrambi i sessi e sono in grado teoricamente di autofecondarsi anche se ciò si verifica di rado.
Più diffusa è invece l'impollinazione incrociata che avviene quando un polline maschile feconda un pistillo femminile della stessa pianta.

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