Alle dimensioni di 10 micrometri (10-5 metri o un centesimo di millimetro) possiamo esplorare una cellula eucariotica. Tutte le forme di vita sono composte da sottounità chiamate cellule dove sono contenute tutte le informazioni necessarie a costruire l'organismo.
Una cellula è generalmente formata da un nucleo che contiene le informazioni genetiche, da una membrana esterna che tiene assieme la cellula, e da un citoplasma in cui vengono svolte le funzioni cellulari. Mentre le cellule vegetali hanno una membrana esterna formata da cellulosa, quelle animali possiedono una membrana formata da due strati di molecole di grassi.
Solitamente la struttura cellulare della vita non è visibile ad occhio nudo, ma soltanto al microscopio attraverso processi e tecniche particolari di colorazione. Mentre le cellule procariotiche, di cui sono formati i batteri, hanno dimensioni di un micrometro, quelle eucariotiche che compongono gli organismi superiori misurano generalmente 10 micrometri di diametro. Esistono tuttavia anche cellule di dimensioni maggiori, come le cellule nervose o le uova che raggiungono addirittura una dimensione macroscopica.
Alcuni organismi unicellulari, come per esempio le amebe, sono in grado di muoversi autonomamente nel proprio ambiente mediante contorsioni. Altre cellule possiedono delle ciglia che permettono loro di muoversi (organismi cigliati). Altre, come nel caso dei globuli rossi, vengono trasportate dal flusso sanguigno per tutto l'organismo, con il loro carico di ossigeno che distribuiscono per tutto il corpo.
I globuli bianchi aiutano invece l'organismo a combattere le malattie ingoiando e distruggendo i corpi
estranei. Ci sono infine cellule dotate di un flagello (flagellati), per esempio alcuni protozoi, o gli spermatozoi. Questi sono dotati di un proprio mezzo di locomozione: la lunga coda a forma di frusta, che permette loro di muoversi nel proprio ambiente con il tipico movimento ondulatorio.
La scoperta degli spermatozoi
L'olandese Antoni Van Leeuwenhoek, nella seconda metà del '600, era uno dei più noti microscopisti dell'epoca. Aveva individuato i globuli rossi nel sangue, studiato alcuni infusori che si trovano nell'acqua e possedeva una grande esperienza nell'uso del microscopio.
Quando gli capitò di esaminare il liquido seminale di un individuo che soffriva di gonorrea,
notò la presenza di un'infinità di animalcoli o vermi spermatici, come li chiamò allora per il fatto che si muovevano
autonomamente. Dapprima pensò che si trattasse di una conseguenza della malattia, poi si accorse che questi animalcoli erano una caratteristica del liquido seminale maschile. Questa scoperta, annunciata da un'autorità nel campo dell'osservazione microscopica, provocò uno sconvolgimento nella scienza dell'epoca.
In quel periodo la natura era considerata come qualcosa di essenzialmente passivo e statico, incapace di andare autonomamente verso l'organizzazione senza ricorrere a un intervento esterno o divino. Per questo la spiegazione di come potesse nascere la vita costituiva un problema di non facile soluzione. Mentre alcuni studiosi, decisamente minoritari e poco ortodossi per l'epoca, credevano nella generazione spontanea e si
rifacevano alle teorie antiche di Ippocrate, Aristotele o Cartesio, la scienza ufficiale aveva risolto il problema della generazione con la teoria della preesistenza dei germi.
In altre parole, dinanzi all'incapacità di comprendere come a partire dalla materia bruta potesse nascere la vita, il problema veniva aggirato col dire che la vita è un dono divino, un evento soprannaturale. L'uovo, secondo le credenze dell'epoca, racchiudeva il germe della vita, posto da Dio, mentre la natura aveva soltanto la capacità di attivarne a un certo momento lo sviluppo e la crescita. La teoria preformista dell'incastro dei germi, complicata da disquisizioni teologiche, prevedeva che quando Dio aveva creato Eva aveva posto nelle sue ovaie anche la sua prole già preformata, in modo che al momento opportuno questi germi potessero crescere e svilupparsi sino a generare nuovi individui. Naturalmente, il problema della nascita della vita era soltanto spostato di una generazione, per cui bisognava ammettere che a loro volta, i minuscoli individui contenuti nelle uova di Eva avessero nelle loro ovaie già preformati i germi dei loro figli, e così via, concludendo che nelle ovaie della prima donna era già preformata l'intera umanità.
La scoperta degli spermatozoi portò a una variante della teoria della preesistenza dei germi: il principio vitale, il germe preformato, non era contenuto nell'uovo, bensì nel liquore seminale maschile. Naturalmente tutta la teoria dell'incastro dei germi rimaneva invariata, anche se spostata nel maschio. Le disquisizioni tra ovisti, animalcolisti e fautori della generazione spontanea continuarono almeno per tutto il secolo successivo attraverso le polemiche tra
Buffon, Spallanzani e molti altri scienziati. Successivamente venne abbandonata la teoria della generazione spontanea, soprattutto grazie agli esperimenti di Spallanzani e, con il progredire della microscopia nacquero anche le teorie sulla generazione che individuavano nell'incontro tra spermatozoo e ovulo il momento della riproduzione.
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