rimpicciolisci di 10

dal Micro al Macro

ingrandisci di 10

dimensione: 10-35 metri / 10-22 metri
ordine: -35/-22 
titolo: Verso l'infinitesimo

A queste dimensioni abbiamo sorpassato il confine del rappresentabile
Ingrandendo il mondo sino al limite della nostra conoscenza, arriviamo a una dimensione un po' difficile da immaginare. 
Ci troviamo nelle dimensioni comprese tra 10-22 e 10-35 metri. A questo livello le nostre conoscenze sono molto indirette e teoriche, non riusciamo realmente a scorgere cose così piccole, ma ci arriviamo attraverso ipotesi e deduzioni, per via indiretta.
Siamo in un universo fatto di particelle elementari, piccolissime, oltre le quali non riusciamo a sapere che cosa ci sia. Ci possiamo chiedere se esista un limite dell'infinitamente piccolo, così come dell'infinitamente grande, ma questa è una vecchia questione filosofica a cui non è facile rispondere. 

Quando, nel Novecento, si è riaffermata tra gli scienziati la vecchia teoria atomistica, si pensava che l'atomo fosse appunto la particella elementare che formava il mondo. Ma poi, con l'esperienza e la ricerca, si è visto che anche gli atomi sono a loro volta formati da particelle più elementari, e poi che anche queste erano a loro volta formate da altre ancora più piccole, e così via. E' probabile che nei prossimi anni, grazie all'incessante ricerca scientifica, il confine dell'infinitamente piccolo verrà spostato ancora maggiormente e si scopriranno suddivisioni possibili ancora più piccole, forse grazie a strumenti scientifici sempre più potenti e precisi, forse mediante prove indirette e teorie sempre più sottili. Del resto numerose e spesso fantasiose ipotesi del genere sono già state formulate, quello che manca è un riscontro empirico che dia loro credibilità.

Ma ovunque le teorie scientifiche future ci porteranno, avremo spostato sempre più in là l'iniziale problema filosofico. Qualunque siano il nome e le caratteristiche delle particelle più elementari e più piccole con cui avremo a che fare, qualcuno si potrà sempre domandare se esse non siano ulteriormente composte da particelle ancora più piccole.


I filosofi e il limite del mondo

Il primo atomista di cui si abbia notizia è Democrito, ripreso più tardi da Epicuro, un filosofo greco che avevano pensato che il mondo fosse fatto di atomi. Atomo, in greco, letteralmente significa "senza confine" (a-tomos: alfa privativa e "confine", "limite"). Quando gli atomisti greci parlavano degli atomi perciò, intendevano qualcosa di molto diverso da quello che intendiamo noi oggi. 
Per Democrito gli atomi sono i principi eterni e immutabili che si aggregano in tutti i modi per dare forma alle cose. Sono indivisibili per natura, al loro interno non possiedono né parti né moti. Se volessimo, compiendo un'operazione forse poco sensata, tradurre in termini moderni lo spirito di Democrito, dovremmo dire che i suoi atomi corrispondono a quelli che oggi potremmo chiamare quark (o forse prequark), le particelle elementari oltre le quali non si può andare, la frontiera della conoscenza.
Ma chi ci dice che questi elementi primari esistano? Perché non potremmo supporre che non ci sia un limite alla suddivisione all'infinito della materia esattamente come non c'è logicamente, nella matematica?
E' probabile che queste domande non avranno mai una soluzione. Forse aveva ragione il filosofo Emmanuel Kant, che già nel '700, aveva chiaramente spiegato che questi sono falsi problemi. E' possibile sostenere logicamente sia che il mondo ha un cominciamento, nel tempo e nello spazio, sia che non lo ha. Siamo di fronte a una delle antinomie della ragione: "la tesi e l'antitesi possono essere dimostrate con prove egualmente evidenti, chiare ed inoppugnabili - ché io garantisco la giustezza di tutte queste prove - e la ragione perciò si vede in discordia con se medesima; condizione, di cui lo scettico esulta, ma che deve far riflettere e turbare il filosofo critico".


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