Caratteristiche tecniche

La stampa

   
Il primo sistema adottato per la stampa dei francobolli fu la calcografia, con il quale venne stampato nel 1840 il penny black. Il disegno, preparato su carta dall'artista, veniva successivamente inciso su lastra metallica solitamente di rame o di acciaio, questa operazione richiedeva pazienza e tenacia da parte degli incisori che non riuscivano, nonostante il grande impegno, ad eliminare completamente le, sia pur lievi, differenze fra un punzone e l'altro. Il primo francobollo ottenuto con questo metodo di stampa, presenta un impercettibile rilievo del disegno sulla parte anteriore, dovuto allo spessore creato dall'inchiostro sulla carta.

 

Un'altro sistema utilizzato in passato soprattutto perché meno costoso del precedente, fu la litografia. Il disegno veniva realizzato direttamente su pietra calcarea dove era fissato con apposite sostanze chimiche. Il risultato è di un francobollo assolutamente liscio che non presenta alcun rilievo, né sulla parte anteriore né sulla parte posteriore, ma sicuramente più modesto sia per il colore più smorto che per la stampa meno nitida.

 

La stampa in tipografia è quasi certamente il sistema più economico ma è stato in seguito abbandonato per le differenze che si venivano a creare all'interno dei fogli nelle alte tirature. Con questo metodo l'inchiostro, con un procedimento esattamente opposto a quello utilizzato nella calcografia, si posa unicamente sulle parti che risultano in rilievo sulla matrice e che quindi appariranno nel disegno. 

 

 

La stampa in rotocalco è il sistema più utilizzato per la realizzazione dei francobolli, il metodo riprende il vecchio procedimento della stampa in calcografia dove la lastra in piano è sostituita da cilindri metallici che permettono di utilizzare, in fase di stampa, fogli di carta continua. 

 

Tutti i francobolli moderni sono realizzati con la stampa in offset, dalla quale si ottengono francobolli con le medesime caratteristiche di quelli stampati in rotocalco. Il sistema di stampa in offset deriva dal precedente processo a stampa litografica, dove la matrice è realizzata su metallo e non già su pietra calcarea e tra il metallo e la carta viene interposto un cilindro di gomma.

 

Ed ecco alcuni tra i metodi di stampa più insoliti: la stampa a rilievografia, possibile sia a secco con inchiostro che a secco senza inchiostro. Nel primo caso la carta bianca o precedentemente colorata viene impressa da un punzone che quindi produce un rilievo dell'immagine rispetto al fondo piatto. Nel secondo caso anche la parte piatta è trattata con l'inchiostro.

 

La stampa a xilografia, con la matrice incisa su legno, quella a zincotipia, vale a dire con l'ausilio di tavole di zinco. La stampa a eliotipia, dove la matrice è incisa tramite l'esposizione a fonti di luce su una lastra metallica opportunamente trattata, ed infine la stampa a macchina da scrivere metodo che, come la stampa a xilografia, è da considerarsi di assoluto ripiego di emergenza oppure per servizi postali ancora primitivi.

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