Per oltre un secolo dalla nascita del
penny black nessuna collezione ha mai rappresentato un utile salvo qualche eccezione.
A partire dal dopoguerra si è progressivamente creato un mercato filatelico nel quale entrarono molti nuovi
adepti, che erano molto più speculatori in cerca di guadagno che collezionisti. |
Questi ultimi, attraverso sistemi di
compravendita e di cospicue quantità di pezzi nuovi o usati hanno generato una situazione in cui
forti quantitativi si concentrarono nelle mani di pochi individui, creando così una rarefazione sul mercato ed un conseguente aumento sia della domanda che del prezzo.
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Negli anni '60, la stampa quotidiana seguiva con assiduità l'andamento del mercato
ed i negozi dei commercianti del settore avevano ormai l'aspetto di una sede
borsistica dove le quotazioni dei francobolli variavano quasi
quotidianamente.
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Ma gli speculatori, che in molti casi sfruttavano
l'ingenuità del giovane collezionista per guadagnare il più possibile, non avevano fatto i conti con la cultura degli appassionati, che di mese in mese diventavano sempre più esperti e sempre meno disposti a spendere il proprio denaro in modo
indiscriminale.
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E così si arrivò al crollo dei prezzi ed al ridimensionamento del mercato filatelico
con il progressivo allontanamento degli speculatori dalla filatelia.
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Oggi la filatelia è tornata ad essere ciò che gli intenditori vogliono che sia ... soprattutto
un hobby.
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