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Introduzione alla filosofia - di Ernesto Riva |
Il
diffondersi del CristianesimoIl graduale prevalere del Cristianesimo segnò un nuovo indirizzo nella filosofia. Ogni religione implica un insieme di credenze e di riti. Per meglio dire, la religione è l'adesione ad una verità che l'uomo accetta in virtù di una testimonianza di ordine superiore (cfr. N. Abbagnano, Dizionario di filosofia, UTET). Ciò sembrerebbe escludere la ricerca, ma non è così: infatti, non appena l'uomo si chiede il significato della verità rivelata e si domanda per quale via può veramente intenderla e viverla, allora nasce l'esigenza della ricerca. Dalla religione cristiana è nata così la filosofia cristiana. Patristica e Scolastica La filosofia cristiana inizia con la Patristica e continua poi con la Scolastica. La Patristica fu così chiamata perché i primi scrittori cristiani che difesero il cristianesimo furono detti appunto Padri della Chiesa. La Patristica va dalle origini del Cristianesimo fino al IX secolo, con Giovanni Damasceno per la Chiesa Greca e con Beda il Venerabile per la Chiesa Latina. La Scolastica rappresenta invece la cosiddetta filosofia cristiana medievale ed arriva fino al 1400 ca. Lo Gnosticismo Nei primi tempi del Cristianesimo era molto diffusa una eresia chiamata Gnosticismo. La parola "eresia" vuol dire scelta per indicare proprio che gli eretici sceglievano di privilegiare un aspetto piuttosto che un altro nell'insieme delle dottrine cristiane e quindi sbagliavano, andando contro gli insegnamenti della Chiesa. Lo Gnosticismo (da gnosis, che vuol dire conoscenza) era diffuso soprattutto nel 2° secolo ed i suoi massimi rappresentanti furono Basilide, Carpocrate, e soprattutto Valentino (Basilide e Valentino furono anche accusati di docetismo, da dokeo = appaio, teoria che sostiene che il corpo di Cristo è pura apparenza). Le dottrine gnostiche ritengono che la salvezza è data da Dio a pochi eletti per mezzo di una conoscenza particolare, rivelata da Dio a pochi. Da quanto appena detto si nota subito l'abissale differenza tra tali dottrine ed il cristianesimo autentico che predica invece la salvezza per tutti e grazie soprattutto alla fede. Per gli gnostici vi è un dualismo radicale tra il mondo superiore, perfetto, che è la nostra vera patria, ed il mondo terreno, inferiore, malvagio, che è il nostro "esilio" e, in quanto realtà degradata, è stato fatto da una divinità inferiore a Dio. Tra il mondo e Dio vi sono degli esseri intermedi, chiamati eoni, che sono esseri divini ed eterni i quali costituiscono la pienezza della divinità (plèroma). Cristo è uno di questi eoni e per la precisione l'ultimo. Gli uomini sono divisi in pneumatici, psichici ed ilici. Anche se in tutti c'è una particella divina che aspira a tornare a Dio, solo i primi sono certi della loro salvezza. I concili Per combattere le eresie furono indetti i concili, cioè riunioni di vescovi col papa in cui si discutono le nozioni fondamentali della fede. Le decisioni prese durante i Concili diventeranno poi gli insegnamenti offerti alla fede del singolo credente. Citerò qui in breve solo i primi quattro Concili di Nicea, Costantinopoli, Efeso, Calcedonia, che stabilirono per sempre i dogmi fondamentali del Cristianesimo: unità e trinità di Dio, Gesù vero Dio e vero uomo ecc. Il concilio di Nicea (325): fu convocato da Costantino per affermare il dogma (= verità di fede) della divinità di Gesù. In quel periodo infatti vi era Ario (336), un prete di Alessandria, il quale riteneva che l'unità di Dio non fosse compatibile con la pluralità delle persone divine. Secondo Ario, Gesù, Figlio di Dio, non ha la stessa natura del Padre ma è la sua prima creatura: per meglio dire, Gesù è di sostanza simile (omooiusios) e non di sostanza uguale al Padre (omoousios). Contro Ario scese in campo Atanasio, vescovo di Alessandria (295-373), che difese l'unità e la trinità di Dio. Il Concilio stabilì definitivamente che Gesù è della stessa sostanza del Padre: una è la sostanza divina e tre sono le persone divine (il Padre ingenerato, il Figlio generato, lo Spirito che procede dal Padre). Il concilio di Costantinopoli (381): fu convocato dall'imperatore Teodosio, contro l'eresia di Macedonio, patriarca di Costantinopoli, il quale negava la divinità dello Spirito Santo, dicendo che era un semplice "servitore" di Dio, simile agli angeli. Nel Concilio si afferma invece che lo Spirito Santo è Dio come il Padre e come il Figlio e si redige il cosiddetto simbolo niceo-costantinopolitano, cioè il Credo che è recitato in tutte le chiese cristiane (cattoliche, ortodosse, protestanti), il quale rappresenta la sintesi degli insegnamenti fondamentali del Cristianesimo. Il concilio di Efeso (431): fu indetto per confutare le tesi di Nestorio (381-451), il quale sosteneva che in Cristo vi erano due nature e due persone, mentre il Concilio afferma in Gesù una sola persona, quella divina. Inoltre Maria fu proclamata solennemente madre di Dio (theotokos). Il concilio di Calcedonia (451): fu indetto contro Eutiche che sosteneva il monofisismo: cioè in Gesù vi è una sola natura mista, umana e divina. Il Concilio accettò invece la tesi di Cirillo di ALessandria, il quale riteneva che in Cristo vi è una sola persona e due nature, una umana e una divina. Si ricordi che il termine latino persona corrisponde al greco hypostasis, che indica una realtà distinta, che sussiste in sé; mentre il termine greco ousia corrisponde al latino substantia o natura, ed indica ciò che è comune ad individui della stessa specie, quindi non esiste in sé ma nelle persone a cui è comune. |
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