Introduzione alla filosofia - di Ernesto Riva

Talete di Mileto

Per Talete l'acqua è il principio di tutte le cose 
Talete di Mileto 
(624-546 a.C. ca.)


La sua akmè fu fissata nel 585 a.C. dal cronologo Apollodoro (150 a.C.), il quale, per fissare le date prendeva come punto di riferimento l'impresa maggiore di un pensatore e la faceva coincidere col 40° anno di vita: l’impresa ritenuta più grande di Talete fu la predizione di una eclisse di Sole avvenuta appunto nel 585 a.C. 
Secondo quanto ci racconta Aristotele, per primo affermò l'esistenza di un principio (a proposito, la parola principio è di Anassimandro) universale, causa di tutte le cose che sono, e disse che questo principio è l'acqua. L'acqua di Talete vuole essere del tutto diversa dall'Oceano mitico di Omero perché essa è intesa come l'identità del diverso (ossia ciò che vi è di identico in ognuna delle diverse cose), il principio da cui provengono e in cui ritornano tutte le cose, come appunto l'acqua del mare che è tanto ciò che tutte le onde hanno di identico, quanto ciò da cui le onde provengono e in cui tornano. La superiorità di Talete rispetto alla visione mitologica sta nell'orizzonte che la sua domanda dischiude, non tanto nella risposta che dà, visto che essendo l’acqua una tra le molte cose, non potrebbe essere quello che tutte le cose hanno di identico. Di lui ci sono tramandate altre imprese e alcuni aneddoti, che ci vengono riferiti, tra gli altri, da Diogene Laerzio (cfr. I, 22-44). 

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