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Introduzione alla filosofia - di Ernesto Riva |
| Per Protagora l'uomo è misura di tutte le cose ... |
Protagora
di AbderaAl tema della verità dedicò un'opera Protagora di Abdera (akmé nella 84° Olimpiade, 444-41 a.C.), ma di essa oggi abbiamo solo più dei frammenti. Uno di questi afferma: "L'uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono" (cfr. la discussione a riguardo nel Teeteto di Platone, 151-152). La novità della sua concezione consiste nello stretto rapporto che istituisce tra verità ed esperienza. Ciò comporta anzitutto che la nozione di verità perda il suo significato magico e sacrale che possedeva tradizionalmente: il terreno su cui si cerca la verità è ora quello, interamente umano, della polis, del pubblico dibattito e del rapporto politico ed educativo. In secondo luogo, la verità non è vista come un sapere assoluto, unico per tutti, ma risulta relativa alla prospettiva e al campo di attività degli uomini: ecco il relativismo della sua celebre frase. Così l'uomo non può conoscere tutto ma soltanto quello che cade nell'orizzonte della sua percezione e della sua azione. Si spezza quindi anche il legame con gli dèi: giacché l'uomo non può avere esperienze del divino, in quanto ciò non rientra nell'ambito delle sue possibilità conoscitive, egli non può dir nulla né sulla esistenza di Dio né sulle caratteristiche (da qui l'agnosticismo di un altro famoso frammento: "Degli dèi non sono in grado di sapere né se sono né se non sono né quali sono, molte infatti sono le difficoltà che si frappongono: la grande oscurità della cosa e la limitatezza della vita umana"). Infine, nella prospettiva di Protagora, la verità risulta vincolata alla prassi, all'azione, per cui è vero ciò che risulta, di volta in volta, più utile ed efficace. In altre parole, l'uomo non è più in grado di stabilire il contenuto di verità dei discorsi (di ogni cosa non si può dire infatti il contrario?) ed allora come fare a scegliere una alternativa? Può appunto giudicarne la validità in base al grado di utilità e, soprattutto, di universalità. Se non è più possibile discriminare in assoluto tra discorsi veri e falsi, sarà però possibile elaborarne di sempre più ampi e comprensivi, che rispecchino i punti di vista della comunità, superando e mediando le opinioni particolari. Approfondimento: |
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