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Introduzione alla filosofia - di Ernesto Riva |
Democrito di Abdera
Democrito di Abdera (nato verso il 460 a.C.) fu discepolo di Leucippo, fondatore della scuola atomistica, che però soverchiò a tal punto il maestro che i posteri giunsero persino a mettere in dubbio che Leucippo fosse mai esistito. Democrito parla di atomi , termine che in greco significa "non
divisibili" (a-tomos). Gli atomi sono l’essere e quindi hanno tutte le caratteristiche dell’essere : sono cioè unità indivisibili, ingenerabili, incorruttibili, eterni, non percepibili dai sensi ma dalla ragione. La loro esistenza è nel vuoto che consente loro di distinguersi uno dall’altro e di muoversi. Limitato dal vuoto, ogni atomo ha una certa grandezza, una certa figura, posizione e un certo rapporto d’ordine con gli altri atomi. Per queste caratteristiche, ogni atomo è quello che è e differisce dagli altri. I fenomeni sono aggregati di atomi e le differenze tra i fenomeni sono determinate dalle infinite combinazioni di atomi. Quindi anche gli aspetti qualitativi delle cose debbono essere intesi come causati da aggregazioni atomiche. Ma se l’insieme degli atomi è l’essere, allora il vuoto, che consente il loro aggregarsi e disgregarsi, è il non-essere, per cui l’atomismo, per giustificare molteplicità e divenire, è costretto ad affermare che il non-essere è. Con Democrito la filosofia afferma così di voler praticare una via diversa da quella di
Parmenide. In ambito etico, Democrito è fautore di un’etica del dovere basata sul rispetto verso se stesso e gli altri; del cosmopolitismo e del riconoscimento del valore dello Stato. |
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