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Introduzione alla filosofia - di Ernesto Riva |
| Lo schema del sistema tolemaico |
La cosmologia greco-medievale, sistematizzata da Aristotele, concepiva il mondo come unico, in quanto pensato come il solo universo esistente; chiuso perché immaginato come una sfera limitata dal cielo delle stelle fisse, oltre il quale non c’era nulla, neppure il vuoto
(Aristotele diceva che ogni cosa è nell’universo, mentre l’universo non è in nessun luogo, visto che vi è spazio e luogo solo in relazione ai corpi); essendo chiuso, l’universo era concepito anche come finito, in quando l’infinito era solo una idea, aristotelicamente parlando. L’universo era fatto di sfere concentriche, intese come qualcosa di solido e di reale, su cui erano "incastonate" le stelle e i pianeti. Si aveva così, oltre alla sfera delle stelle fisse, i cieli di Saturno, Giove, Marte, Mercurio, Venere, Sole e Luna. Al di sotto di quest’ultima, stava la zona dei quattro elementi con la Terra immobile e al centro di tutto. Il mondo era diviso in due zone ben distinte: una perfetta, che era quella dei cieli, formata da un elemento, l’etere, incorruttibile, perenne, il cui unico movimento era circolare e uniforme, eternamente ritornante su se stesso; la seconda zona era quella del mondo sublunare, imperfetta, formata dai quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco), aventi ciascuno un luogo naturale e dotato di moto rettilineo, che avendo un inizio ed una fine dava origine ai processi di generazione e corruzione. Copernico
(1473-1543)
Il suo sistema è descritto nel capitolo X della prima delle sei parti dell’opera De revolutionibus orbium caelestium. Al centro dell’universo sta immobile il Sole, attorno al Sole ruotano i pianeti; la Terra è uno di questi ed essa gira anche su se stessa, dando origine al moto apparente, attorno ad essa, del Sole, dei pianeti, delle stelle. La Luna ruota attorno alla Terra; infine, lontano dal Sole e dai pianeti stanno fisse le stelle. Per Copernico dunque l’universo era ancora sferico, unico e chiuso dal cielo delle stelle fisse; egli accettava inoltre il principio della perfezione dei moti circolari uniformi delle sfere cristalline, pensate ancora come entità reali e incorruttibili. Tykho Brahe (1546-1601) Fu l’ideatore del sistema ticonico, a metà fra Tolomeo e Copernico. Egli infatti sosteneva che i pianeti girano attorno al Sole, mentre il Sole gira a sua volta attorno alla Terra, che rimane al centro dell’universo. Keplero (1571-1630)Scoprì le leggi che determinano il movimento dei pianeti. Le prime due leggi furono pubblicate nella Astronomia nova (1609): 1) le orbite descritte dai pianeti intorno al Sole sono ellissi di cui il Sole occupa uno dei fuochi; 2) le aree descritte dal raggio vettore (=segmento che unisce il pianeta col Sole) sono proporzionali al tempo impiegato a descriverle. La terza legge apparve invece nell’opera Harmonices mundi (1619): i quadrati dei tempi impiegati dai pianeti a percorrere la loro orbita stanno tra loro come i cubi degli assi maggiori delle ellissi descritte dai pianeti. Le scoperte di Keplero furono dirompenti soprattutto per un aspetto: i movimenti dei corpi celesti non erano più circoli perfetti ma ellissi! Quest’idea mandava a monte migliaia di anni di certezze astronomiche ! |
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