Il pensiero orientale - di Ernesto Riva

Il pensiero islamico-arabo:
il mondo contemporaneo 

Moschea di Instambul 
Il mondo contemporaneo

La filosofia non si limita ad avere la religione fra i suoi oggetti privilegiati, ma la considera di preferenza come il cemento di quell'unica nazione islamica (ummah) della quale auspica attivamente la rinascita, sotto la guida di un solo califfo. In secondo luogo, il mondo islamico deve fare i conti con quell'occidente che fino a pochi decenni prima era stato fra le cause non minori della sua decadenza. Esso identifica molto spesso l'Occidente col regno del materialismo e della decadenza morale, e propone l'Islam - come religione dotata di forti valenze sociali, oltre che per il suo valore strettamente spirituale - quale modello da cui l'uomo moderno potrà trovare risposta ai suoi dubbi e al suo smarrimento. Nel secolo scorso, il mondo islamico viveva in un grave e ormai generalizzato stato di decadenza, originato sia da cause interne (decadenza morale e politica dei vari stati) sia dalla sempre maggiore preponderanza dell'Europa. Altra causa di decadenza è stata individuata nella perdurante chiusura del mondo islamico (a causa di un malinteso ossequio alla fede religiosa) al progresso tecnico e scientifico dell'Occidente. Ne sarebbero conseguiti almeno dal punto di vista degli storici occidentali, immobilismo e arretratezza sfociate in una pedissequa imitazione dell'antico, cui facevano da contraltare la negazione della scienza (come foriera di materialismo) e della filosofia (accusata di allontanare l'uomo dalla contemplazione religiosa). Tutto questo, infine, avrebbe causato indifferenza per il bene sociale e dunque decadenza anche sul piano sanitario e del livello di vita. Dobbiamo però anche sottolineare che solitamente i musulmani, a causa della diversità socio-culturale dei loro paesi, rifiutano come inadeguati tali concetti di "decadenza" e di "declino culturale". Ciò che all'europeo potrebbe apparire segno di decadenza, può essere considerato dal musulmano segno di vita spirituale; come pure viene talora obiettato che l'ideale di vita musulmano non consiste in una ipertrofica civiltà industriale, ma in una vita più semplice, donde proprio l'adozione dei modello occidentali verrebbe dai musulmani considerata fattore di "declino". Per "rinascita" si intende inizialmente il tentativo di riforma avviato al fine di conciliare il patrimonio della tradizione religiosa con le nuove condizioni di vita moderna. La vera e propria rinascita islamica comincia poi intorno alla metà del secolo XIX. 
Però il più celebre dei tentativi di rinascita islamica fu quello legato al movimento dei "wahhabiti", che prendono il nome da Muhammad ibn Abd al-Wahahab, vissuto nel 1700. Egli cercò di riunire le tribù arabe sotto un'unica bandiera, cominciando con l'abbattere tutte le tombe dei "santi" (oggetto di superstiziosa venerazione). Il movimento wahhabita cercò di risvegliare gli arabi ad una nuova coscienza di sé. La nuova realtà moderna, in effetti, offriva alla discussione problemi che per loro stessa natura non avrebbero potuto esser noti ai teologi e giuristi dei secoli antichi. 
Bisogna dunque apprendere quattro cose: 
1) la scienza, per meglio conoscere Dio e l'Islam, 2) la pratica dell'Islam, 3) la predicazione o propaganda, 4) la pazienza, in caso di persecuzioni. 
Il credo wahhabita è oggi la dottrina ufficiale dell'Arabia Saudita, ma anche in Yemen, Iraq, nel subcontinente indiano e in Africa, a Zanzibar.
 
Altro importante movimento, sorto attorno alla metà del XIX secolo, fu in Nord Africa quello della Sanusiyyah che si propone di riportare l'Islam all'originaria purezza e di favorire il progresso della società musulmana, di far rivivere la solidarietà fra i paesi musulmani e di combattere i moti imperialistici occidentali nei paesi musulmani. Nel suo tentativo di purificazione dell'Islam questo movimento si presenta come sostenitore di un rigido puritanesimo, tuttavia, a differenza di altri ordini sufi, privilegiò la ragione sulla meditazione. Il comune obiettivo dei movimenti di rinascita islamica implica di solito una strenua resistenza alle idee, alla cultura e al sistema di vita dell'Occidente. Tuttavia tali movimenti debbono, per loro natura, la loro origine proprio al liberalismo occidentale; e nello stesso tempo si materiano proprio di quegli elementi che a suo tempo avevano costituito il "rinascimento" europeo. Ciò naturalmente non significa che il mondo islamico non abbia poi fatto uso di tali elementi in una direzione profondamente originale, se non addirittura di polemica aperta rispetto all'Occidente. Intendiamo riferirci anzitutto all'evoluzione sociale, ve la progressiva industrializzazione venne a determinare una crescente urbanizzazione. Ora, è innegabile che il passaggio alla vita sedentaria in alternativa al nomadismo si traduca nella formazione di nuove esigenze e nuovi interessi. Così ad esempio risultano determinanti le battaglie contro l'analfabetismo e la mortalità infantile; e lentamente si sviluppa una nuova classe intellettuale, composta talora anche da donne, che fa sempre più appello alla ragione (con conseguente ripresa degli studi filosofici) per soddisfare le nuove esigenze. Sono quindi di questi anni la fondazione di Scuole superiori, accademie e università. Lentamente, tutti i paesi musulmani cominciano ad avere università proprie; né bisogna sminuire l'importanza dello sviluppo delle comunicazioni e degli organi di stampa. 

Copyright (C) 2001 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti