Il pensiero orientale - di Ernesto Riva

Il pensiero islamico-arabo:
Avicenna 

 
AVICENNA 
(Buchara, Persia, 980 - Hamadan, 1037)


Ibn Sina noto come Avicenna (dalla storpiatura della pronuncia ebraica in Spagna di Ibn, divenuto Aven Sina, da cui poi Avi Cenna).

Avicenna è il primo pensatore musulmano che creò un sistema di pensiero completo e armonico, col quale esercitò profonda influenza sul Medioevo occidentale, e in particolare su Alberto Magno e Tommaso d'Aquino
La metafisica è scienza delle entità separate, delle cause prime delle cose. In tal senso, si può considerare una "eziologia" (studio delle cause); è poi anche una "ontologia" in quanto si occupa delle determinazioni fondamentali dell'essere. Il principio della speculazione di Avicenna, come in al-Farabi, è quello della necessità dell'essere. Tutto l'essere in quanto tale è necessario; anche il cosiddetto essere possibile si contraddistingue per il fatto che esso ha necessariamente bisogno di un'altra cosa che lo faccia esistere in atto. L'origine del mondo è spiegata come un'eterna emanazione: la creazione infatti infirmerebbe l'immutabilità e la perfezione dell'Essere supremo. In quanto pensa se stesso, l'essere primo genera l'intera creazione, senza che alcun volere né intenzione o altra passione siano implicate in tale processo. Questa radicale eliminazione della contingenza dell'essere e la dottrina dell'emanazione sono i punti in cui più Avicenna si allontana dalla scolastica latina medievale. Bisogna però dire che il concetto di possibile in Avicenna ha due significati: da un lato il possibile è inteso da lui come il "non impossibile"; dall'altro lato, il possibile è una terza via tra il non impossibile ed il necessario (a differenza di Aristotele, per il quale il possibile si identificava con il non impossibile). 
Le connotazioni più specificamente islamiche di Avicenna si rilevano nei numerosi scritti "mistici". Per Avicenna l'essere supremo dev'essere oggetto non solo di conoscenza ma anche di amore. In tal quadro, interesse particolare ha l'itinerario dell'anima verso Dio. Un progressivo distacco dai legami materiali è condizione per l'attingimento della felicità. Avicenna crede nell'immortalità dell'anima pur immaginando anch'egli le anime meno perfette come soggette a numerose reincarnazioni. Nei progetti dell'autore, il nucleo della cosiddetta "filosofia orientale" avrebbe dovuto essere un'esposizione enciclopedica delle scienze filosofiche, come superamento esplicito della scienza greca (dalle stesse parole di Avicenna non si coglie il reale significato del termine "orientale": se esso indichi una corrente di pensiero antitetica a quella greca, o la filosofia vera e propria di Avicenna, orientale rispetto ai Greci, oppure, in senso più geografico, le reliquie della filosofia iranica). Va ricordato il profondo interesse di Avicenna anche per le scienze fisiche e naturali, la medicina, la linguistica e l'astronomia. Famosissimo medico, il Canone di Avicenna fu la base di sette secoli di teoria e pratica medica. Esso contiene la summa della scienza medica fino ad Avicenna come pure le sue personali rielaborazioni. 

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