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Il pensiero orientale - di Ernesto Riva |
Al-FARABI
(Turkestan, 870 - Damasco, 950-951) Al-Farabi, meglio noto come Abu Nasr, nacque intorno all'870 e morì nel 950. Egli è noto soprattutto come logico, anzi si meritò l'appellativo di "secondo maestro", essendo il primo maestro Aristotele. Secondo al-Farabi, tutto ciò che esiste o è possibile o è necessario. Tale distinzione sarà fondamentale per tutto il pensiero arabo ed anche per la scolastica latina posteriore. La logica è per Al-Farabi l'unico mezzo per fondare un linguaggio universale in antitesi alle diverse grammatiche valide soltanto per i popoli che parlano le lingue in cui sono formulate. Al tentativo di costituzione di un linguaggio universale identificato appunto con l'arabo e destinato a sostituire le altre lingue, è poi strettamente connesso il problema del linguaggio per natura o per convenzione. Si deve ad Al Farabi anche un tentativo di elaborare sincretisticamente le filosofie di Platone e Aristotele. Di conseguenza la teoria del Motore immobile aristotelico risulta trasformata alla luce di una visione emanatistica. L'essere primo, sul modello plotiniano, è visto come oggetto di contemplazione ma anche di amore. Da questo per sovrabbondanza di essere e di perfezione, emana necessariamente, senza cioè volontà o scelta, un primo intelletto. Tutto quello che seguirà, non aggiungerà nulla alla perfezione dell'essere primo, né esso ha bisogno di alcun intermediario. Metafisica e politica sono in questo autore strettamente saldate, in quanto la politica ha come suo primo scopo quello di assicurare la somma felicità. Mentre il filosofo di Platone, dopo la rivelazione ricevuta nella caverna, ritorna tra gli uomini, il saggio di Al Farabi può solo dedicarsi ad una contemplazione spirituale, e la differenza del saggio rispetto al profeta è che il primo si unisce all'intelletto agente, attraverso la speculazione razionale, e il secondo attraverso l'immaginazione. |
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