Sxnza Txtolo (di
Antonella Minnozzi) 

Antonella è una mamma felice che vive nelle Marche e ha la passione per la lettura. Davanti alla sezione dei micro-racconti  non ha potuto resistere: dalla lettura è passata alla scrittura. 

- Bxn Grovco - disse al vicino che stava passando con il cane mentre inchiavava il portone di casa.
Dato che quest'ultimo era piuttosto anziano e non ci sentiva più bene non fece caso alla stranezza delle parole (per lui erano tutte strane se non erano pronunciate ad alta voce), bofonchiò qualcosa di indistinto e tirò innanzi.

- Bxn Grovco - disse alla signora che incontrava tutte le mattine nel viale mentre si recava all'unico bar del paese per fare colazione.
Lei lo guardò con sospetto, confermando dentro di sé le sue convinzioni sui giovani d'oggi che erano tutti strani, non rispose e tirò innanzi.

- Bxn Grovco, ux crpxxè e ux cryhnddo - disse al vecchio barista che quella notte aveva dormito male per i suoi soliti dolori alla schiena ed era piuttosto nervoso.
"Non mi prendere in giro figliolo perché questa mattina non è aria!". Esclamò irritato.

La ricordava nei minimi particolari quella mattina quando tutto era iniziato: era andato a letto la sera prima con un forte mal di testa, per tutta la notte aveva sudato e sognato cose strane, svegliandosi spesso, e al mattino aveva scoperto che quando parlava nessuno lo capiva.

Ricordava bene lo sconcerto che aveva provato quando scoprì che neppure scrivendo poteva comunicare, dato che le parole scritte erano le stesse parole strane che pronunciava.

Fortunatamente scoprì ben presto che riusciva a farsi capire abbastanza con i gesti ma soprattutto con i disegni: infatti possedeva la dote, che prima non aveva, di fare disegni meravigliosi.

Cominciò tutto quando decise di portare sempre con sé un album da disegno per comunicare agli altri con immagini ciò che non poteva esprimere a gesti; addirittura ora i suoi compaesani erano arrivati al punto commissionargli ritratti, che gli riuscivano benissimo.

Una bella domenica di primavera decise di andare al mare: si recò alla piccola stazione del paese e disegnò sul suo inseparabile album un bellissimo paesaggio marino.
Il bigliettaio, che lo conosceva bene come del reso tutti in paese, capì subito le sue intenzioni e gli diede gratis un biglietto di andata e ritorno, tenendosi però il disegno.

Passò tutta la giornata passeggiando sul lungomare semideserto, meditando sulla sua infinita solitudine.

Era seduto sul muretto del lungomare quando vide arrivare una bellissima ragazza che, assorta nei suoi pensieri, si mise seduta su di una panchina non molto lontana da lui.

La fissò meravigliato per un po' poi si affrettò a disegnarla nel suo album: com'era bella, aveva una certa espressione che lui non sapeva descrivere ma che in un certo modo riconosceva come famigliare.
Peccato non poterle parlare... non l'avrebbe più dimenticata. 

Finito il disegno se ne ritornò mesto mesto verso la stazione.
Un cagnolino vagabondo gli si avvicinò in cerca di una carezza ma lui non ci badò, assorto com'era nei suoi tristi pensieri di cose che potevano essere e che non erano.

Il cagnolino intanto si era avvicinato alla ragazza che subito gli sorrise e accarezzandolo dolcemente gli mormorava: 
- Cxe bys csgnyohjno!





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