Incubi
(di Antetti Zopponio)

Antetti Zopponio,  un nome forse inventato,  più probabilmente un personaggio mai esistito,  ma pur sempre vissuto a cavallo tra due millenni.

 

No! MI è successo di nuovo!!! 
Non ci posso credere e non capisco!!! 

Tutte le notti la stessa musica: me ne vado a dormire, tranquillamente, come tutti i giorni, mi addormento nel mio letto e poi, nel cuore della notte mi sveglio e mi sembra di essere osservato, di percepire delle presenze...


Sento anche dei brusii, qualche colpetto di tosse, come degli scricchiolii, dei rumori di tessuti, qualche risatina... talvolta mi arrivano delle zaffate di profumo di quelli forti che si sentono spesso spiccare tra la folla.


Per un po' faccio finta di niente poi non ce la faccio più e allora accendo la luce ed ecco che d'improvviso sento un applauso scrosciante e mi ritrovo, sempre nel mio letto, ma su un palcoscenico davanti a una immensa folla di spettatori in abito da sera e in ghingheri. 

Io vengo preso dall'imbarazzo più totale, lì davanti a tutti in mutande, spettinato e impastato dal sonno, quasi accecato dai riflettori, mentre con una mano cerco di coprirmi il volto e con l'altra cerco la bottiglia dell'acqua per schiarirmi un po' la voce. 

E chiedo scusa... e non so che dire... e loro giù a ridere divertiti e ad applaudire. E vedo che si danno di gomito e che commentano soddisfatti: ma che bravo, ma come la fa bene la parte dell'addormentato. E io spengo la luce mi nascondo sotto le lenzuola, tra gli applausi e le urla di incitamento, e chiudo gli occhi terrorizzato finché non mi addormento.

Quando mi risveglio sono di nuova nella mia stanza e tutto è finito. Ma so che le repliche continuano...


Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti