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Si era alzato da poco.
Il sole era alto, come succede nelle mattine estive, e già scaldava l'aria asciugando le gocce di rugiada sui fili d'erba.
Uscì, sentiva un leggero senso di fame, ma decise che avrebbe
fatto colazione all'occasione, in giro, e s'incammino' piuttosto
lentamente e con indolenza, ancheggiando, verso il posto che aveva deciso di raggiungere per andare a prendere il sole. Non era
lontano, ma avrebbe permesso a lui di camminare lungo tutto il muretto a secco che a gli piaceva tanto, avrebbe forse fatto anche qualche
incontro piacevole lungo il tragitto e poi era un muretto assolato anche a quell'ora mattutina: cosa non da poco, per lui che
amava il sole.
Sentiva le pietre sotto le dita e la pianta. A volte erano
aguzze, a volte erano lisce ed arrotondate, aveva una perfetta sensazione dei sassi che calpestava, come se li vedesse.
Erano caldi.
Ogni tanto era abbagliato, si fa per dire, da qualche residua goccia di rugiada che ancora brillava riflettendo
i raggi del sole oramai caldo, in un'aria ancora pulita e con il verde dell'erba che dominava la visuale.
Erano delle perle di rugiada su un verde brillante ed uno sfondo azzurrissimo. Fu un percorso piacevole quella
mattina.
Arrivato a destinazione si dimenticò la fame e si lasciò andare sulla sabbia a crogiolarsi al sole.
Il luogo era pressoché solitario.
Lui si guardò intorno, con uno sguardo pigro e muovendo lentamente la testa, ora di qui ora di
là; gli piaceva sentire la sabbia calda sotto la pancia.
La vide. Si avvicinava indistinta, senza un percorso ben preciso. Sentì improvvisamente risvegliarsi in lui
un'attrazione fortissima, la guardò, l'osservo' attentamente, la studiò: decise che l'avrebbe aspettata
lì immobile, finché gli si fosse avvicinata.
Lei continuò nel suo percorso, ignara di chi l'aspettava: passò
vicino a lui, non vicinissima, ma nei pressi.
Lui si slanciò in avanti come fa rapidissima la mantide. L'aveva afferrata, e lei lo aveva visto nel balzo ma per qualche
misterioso motivo non aveva provato paura, lo aveva guardato nei suoi occhi scuri, profondi e si era offerta a lui.
Sentiva oramai di appartenergli.
Giovanni la mordeva, la assaporava, la leccava.
Lei non era più. Giovanni voltò la testa sazio, si guardò la coda leggermente desquamata dal sole, la sua giornata da ramarro era
cominciata bene. Forse una mosca non era la miglior colazione, ma il sole era caldo. Si stese nuovamente sulla sabbia e socchiuse gli
occhi.
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