Bevete Sun Drink (di
Antonella Minnozzi) 

Antonella è una mamma felice che vive nelle Marche e ha la passione per la lettura. Davanti alla sezione dei micro-racconti  non ha potuto resistere: dalla lettura è passata alla scrittura. 
Ecco il suo primo scritto, fino ad ora inedito!


Valle Stretta, lì 20 Giugno 1961

Vedendo una sezione dedicata ai racconti brevi scritti da persone che vogliono provare a cimentarsi nell'arte della scrittura, come vorrei appunto fare io, mi sono dunque decisa a espormi al giudizio del pubblico. Ma non essendo avvezza a questo genere di cose, ho pensato che, come prima prova di scrittura, sia più facile per me descrivere un fatto realmente accaduto.

Dovete sapere che il paese in cui abito è molto piccolo e conta appena 841 abitanti, compreso il farmacista, che in realtà abita in una bella casa in fondo alla valle, e, data la sua posizione tra i monti, rimane piuttosto isolato. E' un paese molto tranquillo, dove praticamente non succede mai niente di nuovo.
Si può rendere facilmente conto perciò di come la notizia che presto anche da noi ci sarebbe stato un Bar (il primo del paese) abbia rappresentato una notevole novità.

Infatti all'inizio del mese scorso sono arrivati quattro operai dal paese vicino - che dista circa trenta chilometri - ed hanno cominciato a rimettere a posto un locale, sotto le logge della piazza, che era rimasto chiuso da non so quanto tempo.
Già il terzo giorno avevano appeso un'insegna provvisoria, di cartone, che diceva: "Bar Centrale. Prossima apertura" e c'era anche affisso nel muro di fianco la vetrina un cartello pubblicitario con su scritto: "Bevete Sun Drink, la novità dell'anno!!"
Purtroppo non so l'inglese… ma mi hanno detto che significa "bevanda del sole".
La scritta continuava così: "
Lancio promozionale valido per tutto l'anno: si potrà avere metà bicchiere della deliziosa bibita pagandolo solo la metà della metà di un bicchiere intero!"
Potete capire quanto questa scritta ci sia sembrata bizzarra, forse perché non siamo abituati ai cartelli pubblicitari.
Capitava così che ci ritrovavamo quasi ogni sera, come per un tacito accordo, davanti al locale in ristrutturazione e cominciavamo a ragionare su quella strana dicitura.

Il più convinto di tutti noi era il benzinaio che in base alla sua esperienza diceva: "Ma è chiaro, il guadagno sta nella quantità. Anche se per ogni bicchiere a metà il profitto è minino, facendo questo sconto contano di venderne parecchi e allora i profitti si accumulano… insomma, come succederebbe a me se solo ci fossero più automobili dove poter mettere la mia benzina".

Il farmacista, che sa fare molto bene i suoi interessi e da poco ha comprato anche i due appartamenti sopra il suo negozio, diceva: "
Questa storia del bicchiere mezzo vuoto non mi convince per niente, da qualche parte ci deve essere la fregatura!

Il falegname, che è una persona cordiale e sempre di buon umore, dichiarava: "
Io non la vedo in questo modo. Se posso bere un bicchiere mezzo pieno della bibita pagandolo la metà della metà di un bicchiere normale non vedo perché non dovrei risparmiare un po'".

"
Sono d'accordo - diceva il macellaio che è un grande affarista e vede il guadagno in ogni cosa - e poi se avrò ancora sete potrò farmi servire un altro bicchiere a metà, così alla fine avrò bevuto un bicchiere intero pagandolo complessivamente metà prezzo".

Il droghiere e l'ortolana stavano sempre in silenzio perché, con la loro mentalità di commercianti al dettaglio, non capivano proprio dove era il guadagno in una faccenda del genere.

"
Non credo che una cosa del genere sia legale - affermava l'avvocato che conosce bene la legge e anche tutti i modi per aggirarla - io esigo che mi venga servito un bicchiere pieno e non mezzo vuoto!"

Il Sindaco non si pronunciava mai perché non voleva mettersi in disaccordo con questa o con quella persona.

Persino il Curato, nella sua omelia domenicale, entrò nel merito del discorso, vedendolo logicamente dalla parte religiosa, dicendo: "
Beato è colui che si accontenta (di un bicchiere mezzo pieno) perché suo sarà il Regno dei Cieli."

E così chiacchiere di questo genere sono continuate per qualche sera.

- "
Io quando andrò al Bar non voglio star a guardare le 5 lire, se ordino un bicchiere lo voglio pieno!
- "
A me non importa se è mezzo pieno!"
- "
Io non lo voglio mezzo vuoto!"

Insomma, su questa faccenda ognuno aveva da dire la sua.

I nostri ragionamenti però si sono bruscamente interrotti quella sera quando trovammo il locale chiuso: l'insegna era stata tolta e al posto del cartello pubblicitario c'era un manifesto del Comune che diceva: "Si informa la popolazione che, a causa del parere negativo dell'Ufficio Igiene, codesto locale non può essere adibito a luogo pubblico".
Un po' al di sotto di questo cartello ce n'era un altro con scritto:

Associazione Umanitaria Senza Fini Di Lucro "cerca e trova la felicità" - Nuova sede -


C
ome vedete la vicenda è abbastanza comune e, adesso che l'ho scritta, mi chiedo che cosa i miei eventuali lettori ne possano pensare…




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