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Giovanna Basilisca -
GRAFIE
e tecniche sperimentali
Il computer e
l'irripetibilità dei gesti:
quando le opere vanno al di là dei supporti
Giovanna
Basilisca "sopravvive in qualche modo" a Milano (come ama
ripetere) inseguendo i più svariati obiettivi, in particolare il
cinema, l'antiquariato, la mortadella, e naturalmente, la sua
inclinazione per ogni genere di grafie.
Galleria dei cerchi e
delle linee:
foto 1, foto
2, foto
3, foto
4, foto
5, foto
6, foto
7, foto 8
Credo
che la mia passione per le arti figurative, la pittura e la grafica
siano innate, perché sin dai miei più antichi ricordi sono sempre
stata attratta da forme e colori. La mia formazione di artista è
sicuramente da autodidatta, almeno in una fase iniziale. In seguito ho
avuto modo di studiare e di imparare in laboratori di diversi artisti
milanesi.
Quello che sto sperimentando da oltre un anno è la possibilità di
creare dei giochi di forme e di colori attraverso il computer, e cioè
sintetizzando le mie opere davanti a uno schermo luminoso.
Inizialmente pensavo di impadronirmi di tecniche di colorazione ed
editing delle immagini molto meccaniche. Ma presto mi sono resa conto
che attraverso questo strumento si possono creare delle immagini
assolutamente irripetibili, esattamente come sui supporti e con le
tecniche tradizionali.
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Vecchia
Argentina |
Spesso mi diverto a
creare dei paesaggi e delle forme più o meno naturali partendo da
macchie di colori che vario in centinaia e centinaia di modi diversi sovrapponendo
effetti su effetti...
Amo molto giocare con le
fotografie e il fotoritocco. Inizialmente era solo tecnica: come una
restauratrice sono rimasta sorpresa dalle possibilità di ricostruzione
dell'immagine con mezzi digitali, soprattutto nel caso di vecchie
fotografie
rovinate dal tempo.
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| La
guerra di Ortona |
La
città dei font |
Poi ho scoperto che potevo
spingermi oltre e giocare a variare le immagini con luci e colori per
ricostruire una realtà diversa partendo dalle stesse forme originarie,
come ne "La guerra di Ortona".
Ne "La città dei
font" ho invece lavorato
partendo semplicemente da un font, cioè da un particolare modello di
carattere.
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| Autoritratto |
Jhonny
prese il fucile |
Così se ne "L'autoritratto" sono partita da una foto per
arrivare quasi metafisicamente a ricostruire il mio io più
profondo, nella seconda tavola, invece, sempre partendo da una mia foto, ho
spinto il gioco sino all'estremo arrivando alla creazione di un'immagine
esterna. Un'immagine rimasta impressa nella mia memoria che evoca una
precisa scena del film E Jhonny prese il fucile di Dalton Trumbo (1971).
Mi è stato spesso
rimproverato di sperimentare una tecnica effimera, che non può
resistere nel tempo, in quanto slegata da un supporto materiale come la
tela, la pietra e via dicendo. Ma sono convinta che il fatto artistico si risolva nel
gesto e non nella conservazione dell'opera. Del resto tutta l'arte
moderna già da tempo ha preso simili direzioni.
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| Penne
bagnate |
Vita |
Nella mia ossessiva
ricerca di oltrepassare ogni supporto fisico, di svincolare il gesto
artistico dalla materia, utilizzando tecniche virtuali, non c'è
tuttavia la perdita del gesto fisico che invece è semplicemente
ripetuto al computer. Come nelle due tavole che seguono: la prima è uno
studio per un logo pubblicitario e la seconda la bozza di
un'illustrazione per una fiaba per bambini.
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| La
donna matita |
Senza
titolo |
Giovanna Basilisca è
nata a Milano il 7 luglio 1961, dove è sempre rimasta, anche se si
lamenta costantemente di sopravvivere a stento a causa del rigido clima
e della mancanza del mare (probabilmente l'unico mammifero a sangue
freddo). E' impossibile fissarne i tratti in una seppur sintetica
biografia in quanto la sua personalità è in costante mutamento.
Se volete contattarla via e-mail per commenti alla sua singolare
poetica: giovanna@mverse.com.
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