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- Antonella Di Martino -
Contaminazioni e supermercati
Antonella
Di Martino è un'autrice di ipermedia. Che cosa significa? Si tratta di un nuovo
modo di comunicare attraverso il computer e di una nuova professione. Il
linguaggio ipermediale possibile oggi attraverso internet e cd-rom è fatto di
testi-suoni-immagini ferme e in movimento. Per svolgere questa professione
bisogna possedere due doti che apparentemente possono sembrare in antitesi:
creatività e razionalità. In questa paginetta Antonella ci spiega come con la
creatività si possano contaminare tutte le cose e violare tutte le regole
tradizionali per ricostruire le cose con altri ordini e altre sequenze. E il
gioco di ordine e disordine permette infinite ricombinazioni...
Immaginate di svegliarvi una mattina e ritrovarvi sospesi nell'aria tiepida, grigia e uniforme, senza ombre, rumori
né odori. Senza punti di riferimento, non sapete proprio che accidenti fare. Avete bisogno di qualcosa che si differenzi da quel
limbo uniforme: una luce, un rumore, una sensazione qualsiasi. Il nostro cervello per funzionare ha bisogno di essere stimolato dalle differenze, altrimenti si perde.
Per questo la nostra vita è divisa in settori, come un
grande supermercato: i surgelati di qua e i detersivi di là, il lavoro da una parte e la vita privata dall'altra. In fondo è un bene che le cose siano così, altrimenti rischieremmo di infilare le saponette nel congelatore, o di farci il bagno con i minestroni. In poche parole: senza scompartimenti, il caos!
Lo stesso principio del supermercato vale per le materie che si studiano a scuola: le parole da una parte, i numeri dall'altra, le immagini in un angolo. E poi la formazione umanistica da una parte, quella scientifica dall'altra. E se guardiamo negli scaffali dedicati all'arte, quanti ripiani diversi! Siamo sicuri che queste divisioni disciplinari modello supermercato siano sempre utili?
Siamo sicuri che tutto questo serva davvero? Forse in questo caso il modello supermercato non funziona bene. Mescolare parole e immagini può anche portare a qualcosa di buono.
Le fiabe sono sempre state un reparto strano. Una forma d'arte letteraria più libera delle altre, perché considerata meno seria. Le fiabe sono scritte per essere lette, recitate, illustrate. Le fiabe sono state anche danzate, messe in musica e cantate, portate a teatro, messe nei dischi, in cinema e in televisione, nei CD-ROM multimediali. Ultimamente, sono anche in Internet.
Siccome rompere i ripiani mi è sempre piaciuto, ho approfittato delle nuove tecnologie in tanti modi, ad esempio pubblicando
on-line qualche fiaba che avevo precedentemente scritto e illustrato,
come Il genio dello sciacquone.
In questo caso mi sono divertita soprattutto a elaborare le illustrazioni con programmi di grafica. Ma cosa significa, esattamente, disegnare col computer?
Questa che vedete a fianco è una riproduzione del
disegno che avevo realizzato per Il genio dello sciacquone (pastelli acquerellati).
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Questa è la stessa immagine elaborata attraverso un programma di grafica.
Questa faccia è la mia. Le foto in genere mi somigliano pochissimo, questo invece è un ritratto molto rassomigliante eseguito con acrilici, passato allo scanner e rielaborato con Photoshop. Se volete vedere qualcos'altro, curiosate sul
mio sito personale. Tra i vari ripiani, mescolati a vanvera, ci sono
dipinti,
immagini, fiabe, articoli,
un sommario in Flash tutto da suonare.
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