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Approfondimenti
L'empirismo
(o positivismo logico) è quell'indirizzo che riduce la filosofia all'analisi del linguaggio. Si tende a distinguere l'analisi del
linguaggio scientifico (caratterizzato da enunciati teorici) e quella del
linguaggio comune (caratterizzato da enunciati osservativi). Questi due tipi di analisi hanno in comune la negazione dell'esistenza di senso degli enunciati metafisici, cioè di quegli enunciati che non sono verificabili empiricamente, attraverso l'osservazione. L. Wittgenstein nel
Trattato logico-filosofico (1922) proponeva due tesi: 1) gli enunciati che riguardano cose esistenti (detti enunciati fattuali) hanno senso solo se empiricamente verificabili; 2) esistono enunciati non verificabili ma veri grazie agli stessi termini che li compongono (sono le tautologie. Matematica e logica sono insiemi di tautologie).
Incommensurabilità.
Feyerabend col tempo tende ad associare l'idea dell'incommensurabilità al modo in cui un antropologo impara una lingua sconosciuta, equivalente al modo in cui i bambini imparano a parlare. La tesi dell'incommensurabilità diviene così una dottrina storico-antropologica che -pertanto- non riguarda solo il raffronto tra teorie scientifiche, ma prima ancora tra culture, ossia riguarda
l'irriducibilità di un sistema ad un altro, uno degli oggetti di studio propri dell'antropologia.
Razionalismo e Popper.
In generale, il razionalismo è l'atteggiamento che si fonda sui procedimenti della ragione per determinare credenze o tecniche in un dato campo. Con Popper viene abbandonata l'idea della razionalità come ricerca della certezza e come tentativo di giustificare le teorie. Per Popper, al contrario, l'atteggiamento razionale si basa sulla critica delle teorie. Egli cerca, infatti, di individuare possibili errori, problemi interni, ossia la 'fallibilità' delle teorie.
Per Popper la base empirica non ha più un valore assoluto, quindi la conoscenza scientifica non è più fondata sulla roccia, ma è come una palafitta sulla palude. Nonostante ciò in lui è riscontrabile un
residuo empirista, poiché egli sembra ammettere la possibilità di un linguaggio osservativo neutro. I fatti sono ancora importanti in quanto sono in grado di confutare una teoria e, inoltre, occorre ammettere l'esistenza di un linguaggio comune entro cui formulare le argomentazioni.
Epistemologia
anarchica, Conoscenza e metodologia.
L'epistemologia è un altro termine per designare la teoria della conoscenza . Secondo i filosofi contemporanei, oggetto d'indagine non è la Conoscenza in generale, ma i suoi procedimenti effettivi o il linguaggio della scienza. L'epistemologia è, quindi, legata alla
metodologia, ossia "all'analisi dei limiti di validità dei procedimenti d'indagine e degli strumenti linguistici del sapere scientifico" (da
Dizionario di filosofia di N. Abbagnano).
Anarchismo. L'anarchico per Feyerabend è colui che è contro tutti i programmi e "il suo passatempo favorito consiste nel confondere i razionalisti inventando ragioni convincenti a sostegno di dottrine irragionevoli".
Società aperta di Popper.
È una società in cui la politica fa proprio
l'atteggiamento razionale della scienza: si abbandona l'idea di un mondo perfetto, e si passa alla realizzazione di interventi sempre parziali e limitati, intesi come tentativi sempre fallibili di risolvere problemi particolari della società. Problema della politica deve essere, allora, quello di garantire il controllo di chi governa, e questo è possibile attraverso istituzioni democratiche. Nella società aperta di Popper, quindi, è importante la connessione tra scienza e Stato per garantire la democrazia, e la scienza è sentita, anche per questo motivo, come un bene irrinunciabile.
Tradizioni non
scientifiche.
Per Feyerabend le tradizioni non scientifiche non sono state eliminate su una base razionale, cioè permettendo loro di competere alla pari con la scienza, ma a causa di un qualche tipo di pressione (militare, politica, economica). Un esempio sono gli Indiani d'America, cui non venne chiesto di esporre le loro idee, ma furono prima cacciati dalle loro terre e poi fu loro imposta la nostra cultura: la medicina indiana non venne messa a confronto con i nuovi prodotti farmaceutici, venne semplicemente proibita come residuo di un'epoca antidiluviana.
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