- Tiziana Valtolina - 

 Paul K. Feyerabend

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Il relativismo democratico


Feyerabend, da La scienza in una società libera in poi, riesce progressivamente a spostare l'oggetto di studio dall'ambito della scienza a quello sociale, oltrepassando gli ambiti istituzionalizzati della prassi (metodologia) scientifica per pervenire infine a problemi di teoria della società.
Sostenendo che il metodo ostacola il progresso, favorendo una scienza conservatrice, si sostiene che anche la società, che si basa esclusivamente sul metodo scientifico, è una società chiusa e conservatrice nei confronti delle nuove tradizioni. La proposta di Feyerabend è allora quella di riformare le società attraverso l'idea di un relativismo democratico. Contro la società aperta di Popper, Feyerabend propone una separazione tra scienza e Stato, in quanto l'idea che la scienza possegga un metodo speciale è solamente una 'favola': se gli scienziati sono in grado di risolvere i problemi, non è perché posseggono una metodologia (o una teoria della razionalità), ma perché "hanno studiato un problema per molto tempo, perché conoscono abbastanza bene la situazione, perché non sono troppo stupidi".
Caratteristiche della società libera di Feyerabend sono quelle di dare a tutte le tradizioni (ossia a quelle non scientifiche) pari opportunità, e lasciare la parola ai cittadini nelle questioni fondamentali. Feyerabend non intende suggerire che la scienza debba essere messa da parte, ma che è auspicabile "una stretta collaborazione tra gli esperti e le persone il cui ambito questi esperti vogliono giudicare, cambiare, migliorare". Questo atteggiamento di Feyerabend non presuppone, secondo lui, una fiducia eccessiva nel cittadino medio, ma rappresenta una critica a tutti quegli scienziati, filosofi e a tutte quelle elite in generale "che considerano ovvio che la vita di tutti sia organizzata in conformità (con i loro prodotti). Contro la stupidità non c'è alcun rimedio, mentre ce ne sono contro l'istituzionalizzazione della stupidità".
Si può consultare la scienza ortodossa e anche accettarne i suggerimenti, "ma non senza aver considerato alternative locali e certamente non come se fosse scontato farlo". Il relativismo democratico è, quindi, una concezione politica particolare, con un fascino limitato, ma che, nella misura in cui invita tutti i cittadini a partecipare, può portare alla scoperta "che vi sono molti modi di essere nel mondo, che le persone hanno il diritto di usare i modi che gli sembrano più attraenti e che usare questi modi può condurre a una vita soddisfacente".
In questo tipo di società proposta da Feyerabend l'ordine verrebbe assicurato con un forte potere di polizia che limiterebbe la nostra libertà di movimento fisico, ma che lascerebbe la nostra anima indisturbata. Nessuna "educazione universale alla virtù, alla verità, all'umanità, che estirpi antiche tradizioni e generi automi virtuosi dal sorriso ebete", trasformando così le persone in computer che fanno sempre la cosa giusta.


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