- Gianna Nervi - 

 Gustav Klimt


Il Bacio di G. Klimt 

Gustav Klimt (1862-1918), pittore e incisore austriaco, fu figlio di un orafo e cesellatore originario della Boemia. Frequentò dal 1873 al 1883 la Scuola statale d'arte e mestieri di Vienna. In seguito, con Franz Matsch e con il fratello minore di Ernst, aprì un atelier di pittura decorativa, eseguendo, tra l'altro, il sipario del teatro di Carlsbad e il soffitto delle scale laterali del Burgtheater di Vienna. 
Alla morte del fratello la società si sciolse e Klimt per circa cinque anni, si dedicò quasi esclusivamente allo studio. 
Nel 1897 partecipò alla fondazione dell'associazione degli artisti austriaci, nota come Secessione viennese. A partire da quegli anni iniziò la sua attività più importante, con le allegorie della filosofia, della medicina e della giurisprudenza destinate al soffitto dell'aula magna dell'università di Vienna. Carattere peculiare del suo stile è la tendenza al simbolismo e ad evocare piuttosto che a rappresentare la realtà. La conoscenza diretta dei mosaici di Ravenna lo indusse a prediligere larghe e splendide superfici cromatiche isolate e messe in risalto da una linea di contorno ora morbida e flessuosa, ora più angolosa e secca: le Tre età, il Bacio
Il viaggio a Parigi del 1909 chiuse il periodo aureo della sua arte; alla raffinatezza del colore si sostituì una vivacità di intonazione folcloristica: la Vergine, Adamo ed Eva.

Gustav Klimt rappresenta quasi l'anima della Secessione, movimento che si proponeva di riportare l'arte austriaca al livello della grande Europa. La sua arte, di cui oggi colpisce la ridondanza decorativa, è, a suo modo, per i tempi, rivoluzionaria.

Klimt nasce di fatto come grande decoratore. Insieme a Kolo Moser sarà uno dei più grandi collaboratori di architetti come Olbrich, Hoffman, Wagner. Collaborò, inoltre, a "Ver Sacrum", la rivista della Secessione, con immagini che sono spesso da mettere in relazione con la sua pittura.
È probabile che l'esuberanza decorativa di Klimt e di altri secessionisti finisse per sottolineare l'importanza di certi motivi astratti, influenzando forse, nella non lontana Monaco, un grande pittore come Kandiskij. È un fatto che, in molte opere, l'impianto decorativo entra di prepotenza nella composizione del dipinto, quasi come polo dialettico della parte naturalistica della composizione di cui, a volte, compiaciuto, Klimt sottolinea il realismo (si vedano certi effetti di vene o di couperose sui suoi nudi) quasi per aumentare l'attrito tra le due dimensioni. In realtà l'estrema eleganza del suo disegno impedisce sempre che vi sia un vero dissidio tra impianto naturalistico e decorazione. Vediamo oggi come quello che poteva sembrare allora un atto di coraggio costruiva, invece, un'immagine in perfetta sintonia col gusto del tempo. Non va dimenticata una parte più propriamente naturalistica dell'attività di Klimt come pittore di paesaggi, e in qualche ritratto. Anche qui Klimt privilegia un'eleganza finemente estetizzante, tentando una trascrizione del tutto ornamentale (ma non priva di efficacia pittorica) del pointilisme francese e scegliendo spesso il formato quadrato, perfettamente bilanciato. Nel ritratto, dove non indulge al solito smaterializzante incontro tra decorazione e figura (prediligendo colori chiari mescolati con l'oro) Klimt sembra, in alcuni casi, preferire un linguaggio più asciutto, quasi alla Lautrec, indulgendo allora in forti contrasti tra colori chiari e scuri.


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