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- Antonio Zoppetti - |
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L'EVOLUZIONISMO |
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INTRODUZIONE
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I PRECURSORI - |
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Tre sono gli elementi principali che hanno spinto Darwin alle sue formulazioni. Innanzitutto la lettura delle teorie economiche di Malthus che aveva constatato che la crescita delle popolazioni avviene con un ritmo esponenziale, e poiché invece le risorse sono limitate, l'aumento della popolazione porta irrimediabilmente a una crisi. Da qui la necessità di porre un freno alla crescita della popolazione attraverso la morale, la religione e la repressione. Queste analisi economiche furono da Darwin trasferite in ambito biologico: se le risorse sono limitate rispetto al numero degli individui ne nasce una lotta per la vita e una competizione che si conclude con la sopravvivenza del più adatto a vivere in un certo ambiente. In secondo luogo Darwin rimase colpito dai risultati della selezione artificiale utilizzata dagli allevatori per ottenere razze di animali con caratteristiche particolari. In natura non può avvenire in modo più lento ma del tutto naturale quello che gli allevatori fanno artificialmente? In altre parole, se in un certo ambiente le caratteristiche individuali di una piccola popolazione costituiscono un elemento che li avvantaggia rispetto agli altri, si può pensare che sopravvivranno e si riprodurranno molto più facilmente, e che dopo poche generazioni gli individui privi delle caratteristiche vantaggiose tenderanno a scomparire mentre gli altri diventeranno dominanti. In questo modo, col tempo, la popolazione originaria si sarà modificata. Il terzo decisivo elemento della teoria della selezione naturale è costituito dalle osservazioni che Darwin ha avuto modo di compiere nelle isole Galapagos. Imbarcatosi come naturalista nel 1831 a bordo della nave di Sua Maestà Britannica Beagle, in missione per cinque anni principalmente sulle coste del Sudamerica, ha potuto effettuare una notevole serie di osservazioni su numerose specie di animali. I fringuelli delle isole Galapagos, per esempio, che presentavano delle affinità che rendevano difficile capire se fossero animali della stessa specie o soltanto appartenenti alla stessa famiglia, hanno suggerito a Darwin l'idea di un'evoluzione locale a partire da un progenitore comune. L'origine delle specie, se da una parte suscitò scandalo e feroci opposizioni soprattutto negli ambienti religiosi, tra gli scienziati trovò in breve una vasta accoglienza, anche perché accompagnata da una notevole mole di prove e osservazioni che la confortavano. Il finalismo veniva rovesciato e reinterpretato attraverso spiegazioni naturali che non dovevano ricorrere all'intervento divino. Le omologie strutturali studiate dall'anatomia comparata diventavano la prova di progenitori comuni a tutte le specie. Le scienze naturali non dovevano più limitarsi a classificare e descrivere, ma dovevano ricostruire la storia della vita, dell'evoluzione e delle parentele tra gli esseri viventi. Successivamente, i risultati della paleontologia, dell'embriologia, della biochimica confluivano all'interno della concezione evoluzionista darwiniana e la corroboravano. INTRODUZIONE
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