- Raffaele Caiazza -

PERCORSI INTERDISCIPLINARI SUL DISAGIO GIOVANILE:  La contestazione giovanile negli anni '60 CONTESTO STORICO: Kennedy e la guerra fredda  - La guerra del Vietnam 
I difficili rapporti tra URSS e Cina  - La primavera di Praga  - Il '68
  SUGGESTIONI E CULTURE: Il buddismo  - Movimenti artistici  - Il panorama musicale  - Analisi di Blowing in the wind di Bob Dyland  - Letteratura italiana: Moravia e Pasolini - Letteratura straniera: Kerouac - Filosofia  APPROFONDIMENTI: La contestazione giovanile nell'Antica Roma: Catilina

SUGGESTIONI E CULTURE:
Movimenti artistici

Andy Warhol 
I burrascosi cambiamenti storici e sociali degli anni '60 hanno avuto echi e risonanze anche nel campo delle arti figurative originando una nuova espressione dell'arte, del tutto originale, che si adatterà alle nuove esigenze del mondo culturale: l'arte di tutti, alias Pop Art.
I pittori, infatti, erano diventati un tutt'uno col mondo fisico esterno, tanto che era impossibile capire quanto fosse dovuto all'autore e quanto lo influenzasse il mondo esterno; il perché di questo derivava dal fatto che l'immaginazione di tutti, e in particolare dei pittori, era stata impressionata dalle esplosioni nucleari, le quali non hanno confini, fondono tutto alla loro elevata temperatura. Da ciò derivò l'Espressionismo in cui nulla era distinguibile, tutto si consumava in un unico fuoco.
Ma, come abbiamo visto, all'alba degli anni 60' tutto cambiò, allontanato il terrore di una guerra atomica e cresciuta l'approvazione per la tecnologia, vista come dispensiera d'abbondanza e ricchezza, s'innescò il fenomeno del boom industriale e del connesso consumismo.
A questo punto, diveniva inutile "l'aggressione" alle cose da parte degli artisti; era meglio ritirarsi e lasciarsi penetrare dalla forza del progresso, rappresentata dagli oggetti prodotti in gran numero dall'industrialismo rinnovato.
Colui che riuscì a rappresentare, nel migliore dei modi, questo mutamento repentino fu Roy Lichtenstein (New York, 1923), infatti, con lui gli oggetti penetrano, si stampano da protagonisti, nelle tele dell'artista. Ma, ad essere rappresentati, non sono gli oggetti appartenenti ad uno stato di natura, ma quelli usciti dal ciclo produttivo dell'uomo, definiti oggetti-cultura, oggetti non "trovati" o "raccolti", ma volutamente fabbricati per soddisfare fabbisogni di massa, le merci appunto. Proprio da qui giunge il connotato"popolare"di quest'arte, inteso non in senso di degradazione, ma poiché si serviva di oggetti-merce, "popular" appunto, dalla cui abbreviazione degli inglesi divenne POP. Obiettivo di quest'arte era dunque quello di esaltare l'oggetto industriale (trascurato dall'arte), estraniandolo dal proprio ambiente al fine di farci notare la sua esistenza, concentrando su di esso la nostra attenzione. La tecnica usata era quella dello straniamento ottenuta attraverso il ricorso a diverse tecniche tutte atte a decontestualizzare gli oggetti all'interno di una composizione artistica, in modo da giungere, mediante la loro libera associazione, ad un significato inedito. All'interno della pop-art ebbe successo il combine-paintings cioè ricombinazioni di cose vere con la pittura.
Gli autentici rappresentanti della pop-art sono stati Oldenburg, Warhol e il suddetto Liechtenstein, il primo prendeva le forme della vita, le isolava, le ingrandiva e ne studiava i dettagli, il secondo rappresentava divi e politici del tempo come Marilyn Monroe o Nixon, l'ultimo affrontò l'intero mondo della mercificazione.
Di fatti, una prima affermazione di questi si compie attraverso i prodotti alimentari, come le carni, nei supermercati, impacchettate nella plastica al pari di qualsiasi altro prodotto confezionato ed ancora tutti gli altri prodotti esposti negli stessi supermercati, materiale elettrico, bombolette spray, articoli sportivi ecc., alla fine, quando poi la scena era già preparata ed addobbata, si dedicò al protagonista: l'essere umano.
Anche per l'uomo era di scena la pubblicità, tuttavia lo riguardava anche un'altra forma di consumo, la narrazione di storie sentimentali, infatti, in quegli anni si consumava tanta stampa rosa, pagine e pagine di immagini tracciate con linee larghe, flessuose e sintetiche rotte dal levarsi dei fumetti, nuvolette che scandivano frasi stereotipate, che scorrevano in sequenza. Intervenendo su un materiale del genere, Liechtenstein, si fece forte di un nuovo strumento di "straniamento": ingigantiva su tele di ampio formato una singola casella di una "storia", arrestando il flusso mediante l'effetto del blocco.
Anche in Europa si diffuse rapidamente questo fenomeno, tuttavia andò trasformandosi in varie tendenze che sconfinavano in altre (Nuovo realismo). Tra gli italiani coinvolti troviamo Mimmo Rotella, Valerio Adamo ed Enrico Bay.

 


PERCORSI INTERDISCIPLINARI SUL DISAGIO GIOVANILE:
La contestazione giovanile negli anni '60

CONTESTO STORICO 
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PERCORSI 
La contestazione giovanile nell'Antica Roma: Catilina

 

 


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